Morgan Stanley ottimista sul prezzo obiettivo dell'oro a 3.800 dollari, l'argento potrebbe superare le aspettative di mercato
Secondo quanto riportato da Jinse Finance, l'ultimo rapporto di ricerca di Morgan Stanley indica che il mercato dei metalli preziosi sta entrando in un ciclo rialzista guidato da molteplici fattori favorevoli, con i prezzi di oro e argento che potrebbero mostrare andamenti divergenti durante il ciclo di taglio dei tassi della Federal Reserve e i cambiamenti dell'ambiente macroeconomico. L'analisi del rapporto mostra che, storicamente, i metalli preziosi tendono a registrare aumenti significativi dopo i tagli dei tassi della Federal Reserve: l'oro, nei 60 giorni successivi al taglio, ha registrato in media un aumento del 6% (con un massimo del 14%), mentre l'argento nello stesso periodo è cresciuto in media del 4%. Questa regola fornisce un importante riferimento per il mercato attuale.

Figura 1
Dal lato della domanda, gli ETF sull'oro a livello globale hanno già aumentato le loro posizioni di circa 440 tonnellate quest'anno, invertendo la tendenza di deflussi netti degli ultimi quattro anni, a dimostrazione di una rinnovata domanda di allocazione di capitale istituzionale sull'oro; le posizioni degli ETF sull'argento sono aumentate nello stesso periodo di 127 milioni di once, ma il rapporto avverte che bisogna prestare attenzione al rischio che le operazioni speculative possano portare a un eccessivo rialzo dei prezzi.

Figura 2
È degno di nota che i dati sulle importazioni di oro dell'India per luglio mostrano già segnali di miglioramento; sebbene la domanda di gioielli nel secondo trimestre abbia toccato il minimo dal terzo trimestre del 2020, le aspettative di un aumento della capacità di consumo derivanti dalla riforma della Goods and Services Tax (GST) locale potrebbero gettare le basi per una ripresa della domanda in futuro.
Per quanto riguarda le previsioni sui prezzi, Morgan Stanley ha fissato il target price dell'oro per la fine dell'anno a 3.800 dollari/oncia, con tre fattori chiave alla base: il proseguimento del ciclo di taglio dei tassi della Federal Reserve, un possibile ulteriore indebolimento dell'indice del dollaro (DXY) e una potenziale ripresa dei consumi di gioielli nei mercati emergenti.
Per quanto riguarda l'argento, sebbene gli analisti mantengano un atteggiamento cauto (target price 40,9 dollari/oncia), la contraddizione tra la produzione stabile di pannelli solari e una riduzione del 7% su base annua dell'offerta mineraria dal Messico suggerisce che i prezzi dell'argento potrebbero sorprendere al rialzo.

Figura 3
Il rapporto sottolinea in particolare che la forte correlazione negativa tra oro e dollaro resta una logica chiave nella determinazione dei prezzi. Se l'indice del dollaro dovesse continuare la tendenza al ribasso, ciò favorirebbe direttamente i metalli preziosi quotati in dollari.

Figura 4
Tuttavia, il rapporto segnala anche dei rischi: sebbene la riforma GST in India non favorisca direttamente oro e argento, altre agevolazioni fiscali in diversi settori potrebbero indirettamente aumentare la capacità di consumo dei residenti; inoltre, le relazioni commerciali tra Morgan Stanley e le aziende coinvolte dovrebbero essere considerate dagli investitori nelle loro decisioni.
Nel complesso, il rapporto ritiene che le proprietà di bene rifugio e di copertura dall'inflazione dell'oro durante il ciclo di taglio dei tassi sosterranno il suo prezzo al rialzo, mentre l'argento dovrà trovare un equilibrio tra domanda industriale e sentiment speculativo. Gli investitori dovrebbero monitorare attentamente le mosse della Federal Reserve, l'andamento del dollaro e i segnali di ripresa dei consumi nel mercato indiano per cogliere le opportunità strutturali del mercato dei metalli preziosi.
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