Gli Stati Uniti potrebbero recuperare 2 miliardi di dollari in Bitcoin e creare una riserva di 340 BTC.
- Gli Stati Uniti potrebbero aggiungere 16 BTC alle riserve nazionali
- Gli asset sono collegati all’ex mining pool LuBian
- Il programma SBR mira a trasformare i sequestri in valore strategico
Gli Stati Uniti potrebbero rivendicare circa 2 miliardi di dollari in Bitcoin non contabilizzati legati all’ormai defunto mining pool LuBian, anche dopo aver annunciato il più grande sequestro di criptovalute della storia. Secondo il ricercatore blockchain Sani, circa 16,237 BTC, valutati intorno a 1,8 miliardi di dollari, rimangono attivi su indirizzi associati a LuBian.
Questi indirizzi—inclusi wallet contenenti 13,107 BTC, 2,129 BTC e 1,000 BTC—non sono tra i 25 già elencati nei registri ufficiali di confisca degli Stati Uniti, che documentano circa 127,000 BTC sequestrati. La discrepanza potrebbe indicare asset ancora sotto indagine giudiziaria o appartenenti a intermediari di riciclaggio di denaro collegati alla rete.
🚨🚨🚨Finora, Lubian ha mescolato fondi su tre indirizzi, rivelando ulteriori 16,237 BTC oltre ai ~127,000 BTC elencati nei documenti di confisca del Governo degli Stati Uniti:
bc1qvrwzs8unvu35kcred2z5ujjef36s5jgf3y6tp8: 13,107 BTC
bc1q42ltpxsc6s8fne0jz474tvuvyq2sqw26ud80xy: 2,129… https://t.co/9G7NQAcBLK
—Sani | TimechainIndex.com (@SaniExp) 15 ottobre 2025
Se la proprietà venisse confermata, il totale di Bitcoin detenuti dal governo degli Stati Uniti potrebbe raggiungere 343,000 BTC, pari all’1,6% dell’intera offerta globale. Questo collocherebbe gli Stati Uniti tra i maggiori detentori di Bitcoin al mondo, dietro solo a Strategy (precedentemente MicroStrategy), che detiene circa 640,000 BTC nel proprio tesoro aziendale.
Il caso LuBian rappresenta anche il primo grande test della Strategic Bitcoin Reserve (SBR), creata per ordine esecutivo del presidente Donald Trump nel marzo 2025. Il programma mira a gestire gli asset digitali sequestrati e trasformarli in riserve strategiche sotto custodia federale.
La senatrice Cynthia Lummis ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa:
"Codificare come i bitcoin sequestrati vengono conservati, restituiti alle vittime e salvaguardati per le future generazioni. Trasformare i proventi del crimine in asset che rafforzano la Strategic Bitcoin Reserve degli Stati Uniti dimostra come una politica solida possa trasformare illeciti in valore nazionale duraturo."
LuBian, che un tempo controllava il 6% della potenza di hashing globale, è crollata nel 2020 dopo che hacker hanno sfruttato una falla nel suo algoritmo di generazione delle chiavi, rubando oltre 127,000 BTC—che allora valevano 3,5 miliardi di dollari. L’azienda ha inviato centinaia di messaggi on-chain tentando di negoziare la restituzione dei fondi, senza successo, prima di scomparire nel 2021.
Nell’ottobre 2025, le autorità statunitensi hanno collegato il caso a una rete di frode associata al Prince Group, un conglomerato cambogiano guidato da Chen Zhi, che avrebbe utilizzato i profitti di schemi di investimento fraudolenti per finanziare operazioni di mining di criptovalute come LuBian.
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