Il grande rialzista Tom Lee: il VIX lancia un segnale raro, l’S&P 500 potrebbe raggiungere i 7400 punti
Il noto ottimista di Wall Street e direttore della ricerca presso Fundstrat, Tom Lee, ha recentemente emesso un segnale rialzista, citando l'andamento raro dell'indice di paura VIX e affermando che il mercato azionario statunitense ha confermato il fondo, con l'S&P 500 che potrebbe raggiungere i 7.400 punti nei prossimi sei mesi.
Nel suo ultimo rapporto pubblicato giovedì sera, Lee ha indicato che la chiusura del VIX al di sotto di 20 rappresenta il terzo segnale di conferma del fondo da lui osservato, dopo che "il mercato azionario ha già rimbalzato sulle cattive notizie" e che la situazione geopolitica è "marginalmente migliorata".
Ha dichiarato: "Questo è coerente con la nostra precedente idea che l'S&P 500 potrebbe salire fino a 7.300 punti prima di una correzione più ampia."
Questa osservazione arriva proprio mentre il mercato azionario statunitense registra sette rialzi consecutivi. Nonostante il prezzo dei futures sul petrolio negli Stati Uniti rimanga vicino a 100 dollari al barile, l'accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran risulti ancora fragile e la situazione presso lo Stretto di Hormuz non sia del tutto risolta, l'S&P 500 è attualmente solo del 2,2% inferiore al massimo storico di fine gennaio, con un rimbalzo cumulativo di circa il 7,6% nelle ultime due settimane.
Il calo del VIX conferma nuovamente il fondo del mercato
La valutazione del fondo fatta da Lee si basa sulla combinazione di tre segnali.
Primo, il mercato azionario ha iniziato a reagire positivamente alle "cattive notizie". Questo rally è iniziato prima ancora che fosse raggiunto l'accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, durante il quale la sensibilità del mercato all'aumento dei prezzi del petrolio è diminuita notevolmente. Lee ha sottolineato che "la correlazione si è invertita": mentre il prezzo del petrolio aumentava, l'S&P 500 è passato da 6.300 a 6.600 punti.
Secondo, sebbene le prospettive della situazione di guerra rimangano incerte, c'è stato un "marginale miglioramento", che da solo rappresenta un segnale positivo a livello psicologico per il mercato.
Terzo, e ultimo segnale: il VIX ha chiuso giovedì per la prima volta sotto quota 20, dopo che a marzo aveva superato brevemente i 30. Secondo Lee, ciò significa che il comportamento degli investitori di cercare protezione tramite il mercato delle opzioni ha raggiunto il picco, e che il sentiment del mercato si sta sistematicamente riparando.
Analisi storica: la combinazione di mercato attuale corrisponde a un rendimento a sei mesi del 9,2%
Lee utilizza ulteriormente i dati storici per valutare il significato statistico dei segnali attuali.
Dal 1990 si sono verificate quattro combinazioni simili: chiusura del VIX sopra 30, successiva diminuzione dei prezzi del petrolio superiore al 15%, seguita poi da una chiusura del VIX sotto 20. Prendendo come riferimento il giorno in cui il VIX ha rotto il livello 20, questi eventi si sono verificati il 15 febbraio 1991, il 1 marzo 2002, il 9 maggio 2003 e il 12 febbraio 2021.
Secondo i calcoli di Lee, in queste quattro situazioni l'incremento mediano dell'S&P 500 è stato: 1,3% a un mese, 2,6% a tre mesi, 9,2% a sei mesi. Sulla base dei livelli attuali, il rendimento mediano del 9,2% a sei mesi corrisponderebbe a un S&P 500 intorno ai 7.400 punti.
Ribilanciamento settoriale: energia e materie prime declassate
Con Lee che integra l'ipotesi del "fondo di guerra" come scenario di base, anche la sua allocazione settoriale viene adattata di conseguenza.
Il settore energetico e quello delle materie prime sono stati declassati dalla prima alla quinta priorità, poiché il venir meno del premio geopolitico riduce l'attrattiva di quei settori precedentemente favoriti dall'alto prezzo del petrolio.
Attualmente, i quattro settori preferiti da Lee sono nell'ordine: i "Magnifici Sette" di Wall Street, industria, settore finanziario e small cap.
Contesto di mercato: cessate il fuoco fragile, inflazione in ripresa
Nonostante un aumento dell'ottimismo tra i rialzisti, persistono rischi nel contesto macroeconomico generale.
La stabilità dell'accordo di cessate il fuoco è in discussione. Il presidente degli Stati Uniti, Trump, ha chiesto che l'Iran apra completamente lo Stretto di Hormuz, ma al momento lo stretto rimane chiuso.
Secondo quanto riportato oggi dall'Agenzia di Stampa Xinhua, le forze armate iraniane hanno dichiarato di essere pronte a fare fuoco in qualsiasi momento. Il portavoce del quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya ha rilasciato una dichiarazione il giorno 10, affermando che, a causa delle reiterate violazioni da parte degli Stati Uniti e di Israele, le forze armate iraniane rimangono in pieno stato di allerta e sono pronte a fare fuoco in ogni momento.
Sul fronte dell'inflazione, l'indice dei prezzi al consumo (CPI) degli Stati Uniti per il mese di marzo è aumentato del 3,3% su base annua, in linea con le aspettative del mercato, ma è un netto rialzo rispetto al 2,4% registrato a febbraio.
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