L'argento crolla dai massimi: i futures sull'argento scendono oltre il 6%, presa di profitto, rafforzamento del dollaro e aumento delle tariffe in India si combinano.
Dopo cinque giorni consecutivi di rialzo fino a lunedì di questa settimana, il mercato dell’argento ha iniziato una fase di volatilità su livelli elevati, subendo giovedì una forte svendita.
Giovedì 14 ora di New York, il contratto principale futures COMEX sull’argento con scadenza a luglio ha mantenuto un trend ribassista per tutto il giorno; dopo la chiusura di Wall Street, è sceso sotto gli 83,80 dollari, ampliando la perdita giornaliera al 6,3%. Lunedì di questa settimana il future aveva appena registrato il periodo di rialzi consecutivi più lungo dal 25 febbraio, chiudendo vicino agli 86 dollari/oncia, un livello massimo da quello del 10 marzo.

Rispetto all’oro, la volatilità dell’argento è stata molto più marcata di recente. In precedenza, favorito dalle tensioni in Medio Oriente, dall’aumento delle aspettative inflazionistiche e dall’ottimismo sulla domanda industriale, il prezzo dell’argento era salito di oltre il 15% in pochi giorni, ma giovedì il sentiment del mercato è improvvisamente cambiato in peggio.
Realizzazione dei profitti in zona alta: il precedente rialzo dell’argento era eccessivo
Gli analisti ritengono comunemente che questo crollo sia stato causato innanzitutto da una correzione tecnica dopo il rapido aumento dei prezzi.
Lunedì di questa settimana, il future sull’argento a New York ha chiuso con un guadagno superiore al 6%, segnando la maggiore crescita giornaliera dal 27 febbraio; negli ultimi cinque giorni di contrattazione, il guadagno complessivo aveva quasi raggiunto il 17%. Secondo quanto riportato dai media, gli investitori avevano precedentemente puntato in massa sull’argento, che combina sia un ruolo rifugio che metallico industriale, portando la sua performance a superare nettamente quella dell’oro.
Tuttavia, dopo il rapido rialzo, le posizioni lunghe risultavano già molto affollate.
Secondo Kitco, dopo aver superato gli 80 dollari, sull’argento sono affluite grandi quantità di capitali trend-following, CTA e fondi a leva di breve periodo, che hanno reso il mercato altamente vulnerabile; una volta ridotta la spinta rialzista, sono facilmente partite vendite automatizzate per presa di profitto e chiusura delle posizioni.
La caduta di giovedì è stata considerata da molti trader come un tipico “ritracciamento da surriscaldamento”.
Recupero del dollaro e dei rendimenti dei Treasury, pressione sui metalli preziosi
Anche la pressione a livello macro non è da sottovalutare.
Giovedì l’indice del dollaro ha registrato un netto rimbalzo, mentre i rendimenti dei Treasury USA sono rimasti su livelli elevati, riducendo l’appeal di asset senza rendimento come argento e oro. Una situazione simile era già avvenuta a marzo, quando il prezzo dell’argento crollò del 15% in una sola seduta. Come sottolinea Investing.com, il rafforzamento del dollaro e l’aumento del rendimento dei Treasury fanno crescere sensibilmente il costo opportunità di detenere metalli preziosi.
Contemporaneamente, anche le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Fed nel breve periodo si sono raffreddate.
Sebbene alcune istituzioni ritengano che l’attuale “impasse politica” della Fed favorisca la performance di lungo termine dell’argento, nell’immediato, finché economia e inflazione USA resteranno resilienti, tassi reali elevati continueranno a esercitare pressione sulla valutazione dei metalli preziosi.
L’India aumenta improvvisamente i dazi all’importazione, crescono i timori sulla domanda
Anche le incertezze dal lato della domanda sono state una delle principali cause della svendita di giovedì.
Il governo indiano questa settimana ha improvvisamente aumentato i dazi sull’importazione di oro e argento dal 6% al 15%, con l’obiettivo di limitare le importazioni di metalli preziosi e alleviare la pressione sulle riserve valutarie. Secondo quanto riportato, dopo l’annuncio dell’India, i futures su oro e argento hanno segnato forti rialzi sul mercato nazionale, ma ben presto è cresciuta la preoccupazione: dazi così alti potrebbero frenare la domanda in uno dei principali mercati mondiali di consumo fisico di metalli preziosi.
Secondo l’analisi di Kitco, il cambiamento di politica in India influenzerà direttamente la domanda di argento fisico, soprattutto nel mercato dei gioielli e dei lingotti per investimento. Dopo un simile rally, qualsiasi segnale di rallentamento della domanda potrebbe amplificare la volatilità del mercato dell’argento.
Come guardare al futuro: logica di lungo periodo intatta, ma la volatilità resterà elevata
Nonostante il forte calo di giovedì, molte istituzioni mantengono una visione tendenzialmente ottimista sul prezzo dell’argento nel medio-lungo termine.
HSBC ha recentemente rivisto al rialzo i target per il prezzo dell’argento nel 2026 e 2027, sostenendo che la transizione energetica, la domanda da fotovoltaico e le persistenti carenze di offerta a livello globale continueranno ad alimentare il livello dei prezzi dell’argento nel lungo periodo. Tuttavia, la banca avverte anche che, dopo la forte ascesa di breve termine, “gli spazi di ulteriore rialzo sono limitati” e il rischio di correzioni nel breve rimane elevato.
Di recente Kitco ha inoltre sottolineato che il mercato mondiale dell’argento si trova da anni in una fase di deficit, e che il ritorno dei fondi negli ETF, così come la crescita della domanda industriale, rappresentano tuttora basi importanti a sostegno dei prezzi.
Alcuni analisti ritengono addirittura che l’argento stia vivendo una sorta di “rivalutazione strutturale”.
Da un lato, l’argento incarna sia le caratteristiche del metallo prezioso che di quello industriale; dall’altro, la rapida espansione dei data center per l’intelligenza artificiale, dei veicoli elettrici e dell’industria solare sta facendo crescere costantemente la domanda industriale di argento. Kitco afferma che il superamento degli 80 dollari nel prezzo dell’argento riflette in parte il cambiamento della struttura economica globale.
Tuttavia, diversi trader sottolineano anche che, rispetto all’oro, il mercato dell’argento è meno liquido e una quota maggiore di fondi a leva, il che tende ad amplificarne la volatilità.
In altre parole, l’argento potrebbe restare ancora a lungo in una fase di “trend rialzista nel lungo periodo ma con forti scosse nel breve termine”.
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