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Indagine UBS: nella scorsa settimana, il flusso giornaliero attraverso lo Stretto di Hormuz ha superato i 6 milioni di barili

Indagine UBS: nella scorsa settimana, il flusso giornaliero attraverso lo Stretto di Hormuz ha superato i 6 milioni di barili

华尔街见闻华尔街见闻2026/08/22 12:59
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La tensione tra Stati Uniti e Iran rimane elevata, ma l’attenzione del mercato si sta gradualmente spostando dai rischi militari alle sanzioni economiche e al loro impatto sulla struttura dell’offerta globale di petrolio greggio.

Secondo Xinhua News Agency, il 20 il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti Yellen ha dichiarato che l’amministrazione Trump rafforzerà la pressione sull’economia iraniana e ha minacciato di imporre “misure di isolamento economico senza precedenti” contro l’Iran. Ha affermato che il piano dell’amministrazione Trump per colpire duramente l’economia iraniana potrebbe rendere superflua una vasta operazione militare contro il Paese. Con il possibile inasprimento delle sanzioni, l’impatto sulle esportazioni di petrolio iraniano sta diventando una nuova variabile di interesse per il mercato.

Nel frattempo, il traffico visibile di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz rimane nettamente inferiore ai livelli precedenti al conflitto, ma il trasporto “nascosto” sta parzialmente colmando il divario. Secondo una ricerca UBS, nella scorsa settimana il flusso totale di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz è rimasto leggermente superiore ai 6 milioni di barili al giorno, con il trasporto “al buio” salito a circa 5-6 milioni di barili al giorno, a dimostrazione che l’impatto sul volume reale di transito è probabilmente inferiore a quanto suggeriscono i dati ufficiali sul traffico navale.

Un aspetto ancora più degno di nota è che, mentre l’offerta iraniana resta limitata, il carico di petrolio degli altri produttori del Golfo sta rapidamente tornando ai livelli precedenti. Ciò che il mercato fronteggia non è un semplice calo improvviso dell’offerta totale, ma una ristrutturazione della struttura regionale dell’offerta di petrolio greggio.

Il traffico delle petroliere visibili resta basso

Secondo i dati UBS Evidence Lab, nei due giorni scorsi il passaggio medio quotidiano di navi per petrolio e gas attraverso lo Stretto di Hormuz è stato di 4,0 rispetto alla media di 3,7 di agosto, ma nettamente al di sotto della media di luglio di 6,4. Su base tonnellaggio, l’export giornaliero del Golfo negli ultimi due giorni è stato di circa 1,5 milioni di barili equivalenti di petrolio, non solo inferiore alla media di agosto di 1,9 milioni, ma anche molto inferiore alla media di luglio di 3,6 milioni.

Tuttavia, dati su serbatoi e carichi indicano che, nell’ultima settimana, il volume di trasporto “al buio” è salito a 5-6 milioni di barili al giorno, compensando in parte il calo del traffico visibile e facendo sì che il transito complessivo attraverso lo Stretto di Hormuz sia rimasto appena al di sopra di 6 milioni di barili al giorno. Anche il traffico attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb resta sotto i livelli normali, ma recentemente i flussi in entrata e in uscita verso il Mar Rosso sono aumentati.

Nel frattempo, il carico di petrolio degli altri produttori del Golfo mostra una ripresa evidente. Negli ultimi due giorni, il carico giornaliero medio dei Paesi del Golfo non-iraniani ha raggiunto i 10,2 milioni di barili, nettamente superiore ai 3,6 milioni dei due giorni precedenti e alla media di luglio di 4,5 milioni; la media settimanale da agosto ha superato i 6 milioni di barili al giorno, raggiungendo il massimo da inizio crisi.

In netto contrasto, il carico di petrolio iraniano rimane estremamente basso. Nello stesso periodo, l’Iran ha registrato zero carichi; la media di agosto è stata di circa 200 mila barili al giorno, inferiore ai 900 mila di luglio e molto più bassa rispetto al livello normale di circa 1,7-1,8 milioni di barili al giorno.

Questo indica che l’offerta dal Golfo sta mostrando una marcata divergenza strutturale: le esportazioni iraniane restano limitate, mentre gli altri produttori mitigano parte del deficit aumentando i propri carichi.

La fornitura energetica resta sotto pressione

Allo stesso tempo, le interruzioni precedenti subite dalle infrastrutture energetiche regionali restano un aspetto rilevante per la valutazione del rischio di offerta. Alcuni impianti del Golfo e capacità di raffinazione hanno subito attacchi; sebbene parte della capacità sia stata progressivamente ripristinata, le conseguenti turbolenze fanno sì che il trasporto di greggio e prodotti raffinati resti sotto la norma.

Perciò, l’attenzione dei mercati ora si sposta dalla singola crisi alla capacità di ripresa delle forniture: da un lato, se la nuova tornata di sanzioni statunitensi riuscirà a comprimere ulteriormente l’export iraniano; dall’altro, se gli altri paesi del Golfo saranno in grado di aumentare costantemente l’offerta per colmare il vuoto lasciato dall’Iran.

Se le esportazioni iraniane dovessero ridursi ulteriormente e la capacità produttiva sostitutiva fosse insufficiente, le pressioni sull’offerta nel mercato del greggio potrebbero continuare a crescere, e le variazioni nel trasporto attraverso lo Stretto di Hormuz diventeranno un punto di osservazione chiave per il prezzo del petrolio.

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