La Camera tornerà ora a Washington il 14 settembre per quella che dovrebbe essere una sessione di quattro giorni prima di lasciare la capitale fino al termine delle elezioni di metà mandato, secondo quanto riportato da Roll Call.
La tempistica potrebbe creare un ostacolo significativo per il disegno di legge sulla struttura del mercato. Il Senato è previsto di rientrare dalla pausa di agosto il 14 settembre e dovrebbe tenere una prima votazione sul CLARITY Act il 15 settembre. Tuttavia, anche se il provvedimento dovesse superare il Senato, la Camera dovrebbe comunque approvare la versione approvata dal Senato prima che venga firmata come legge.
Lui sostiene che il calendario abbreviato della Camera potrebbe spingere una votazione sul CLARITY Act nel periodo di “lame duck” dopo le elezioni, quando la composizione del Congresso potrebbe essere soggetta a cambiamenti.
Anche Alex Thorn, capo della ricerca generale presso Galaxy Digital, ha dichiarato che la sessione abbreviata di settembre rende "estremamente improbabile" che il CLARITY venga approvato prima delle elezioni di metà mandato.
Il Senato ha circa tre settimane di attività legislativa tra il 15 settembre e la prima settimana di ottobre, ma il calendario ridotto della Camera lascia poco tempo affinché le due camere agiscano in sequenza.
La decisione della Camera arriva mentre i legislatori affrontano una crescente pressione a tornare nelle rispettive circoscrizioni per la campagna elettorale in vista delle elezioni di metà mandato. Roll Call ha riferito che lo Speaker Mike Johnson e i legislatori repubblicani hanno cancellato le ultime due settimane di settembre, con la Camera che ora si prevede rimarrà fuori fino alle elezioni.
Un rinvio fino al termine delle elezioni potrebbe introdurre nuova incertezza riguardo alle prospettive del disegno di legge (considerando che è probabile che i Democratici vincano la Camera).
Inciampi al Senato
La Camera ha approvato la propria versione del CLARITY Act a luglio 2025 con 294 voti a favore e 134 contrari, garantendo al provvedimento un margine bipartisan davvero ampio. Il problema è che il Senato non ha semplicemente accettato il disegno di legge della Camera.
Senate Banking e Senate Agriculture hanno lavorato su proprie proposte e emendamenti, e la legge ha bisogno dei voti di un totale di 60 senatori.
Le due camere dovranno comunque conciliare le differenze prima che il disegno di legge diventi legge.
