Le raffinerie asiatiche anticipano di un mese l'acquisto di petrolio! Il premio del greggio spot del Golfo Persico schizza a 38 dollari al barile
I due principali raffinatori giapponesi hanno rotto il consueto ritmo di acquisto, bloccando con un mese di anticipo le spedizioni di greggio dal Medio Oriente, facendo salire il premio spot del Golfo Persico fino a 38 dollari al barile.
Eneos Holdings e Idemitsu Kosan hanno recentemente acquistato greggio omanita con spedizione prevista già da ottobre. Di solito, le spedizioni dal Golfo Persico acquistate a settembre vengono caricate solo a novembre; questa volta invece il momento dell'acquisto è stato anticipato di un intero mese. I due lotti da 2 milioni di barili ciascuno sono stati negoziati a un prezzo superiore di 38 dollari al barile rispetto al benchmark di Dubai. I venditori includono società di trading e giganti petroliferi. Entrambe le aziende hanno rifiutato di commentare.
Le raffinerie cinesi Dongming Petrochemical di Shandong e il gruppo Shenghong hanno recentemente acquistato greggio mediorientale con consegna tra ottobre e novembre, mentre una compagnia petrolifera statale indiana ha prenotato tramite gara una spedizione con carico a ottobre. La domanda concentrata dall'Asia ha spinto notevolmente verso l'alto il premio spot del greggio del Golfo Persico.
Dietro queste acquisizioni c'è la chiusura avvenuta la scorsa settimana dell'oleodotto est-ovest saudita dopo un attacco: questa infrastruttura, con una capacità di circa 7 milioni di barili al giorno, è una via di transito alternativa fondamentale che permette di aggirare lo Stretto di Hormuz. La chiusura ha comportato un potenziale deficit di circa 4 milioni di barili al giorno, ovvero circa il 4% della fornitura mondiale; Saudi Aramco ha già ritardato le consegne a una parte dei suoi clienti europei.
Acquisti anticipati di un mese, rotta la consueta agenda di approvvigionamento
Eneos Holdings e Idemitsu Kosan hanno acquistato greggio omanita con spedizione già da ottobre, mentre di solito le spedizioni acquistate a settembre dal Golfo Persico vengono caricate solo a novembre: il momento dell'acquisto è stato anticipato di un mese. Entrambe le aziende hanno rifiutato di commentare.
Questo cambiamento di tempistica non è isolato. L'attacco della settimana scorsa ha costretto l'Arabia Saudita a chiudere l'oleodotto est-ovest, lungo 1200 chilometri e che attraversa la Penisola Arabica. Si tratta di una rotta alternativa chiave per inviare il greggio verso il porto di Yanbu sul Mar Rosso, evitando lo Stretto di Hormuz. Dopo la chiusura, le scorte al porto di Yanbu coprono solo tra cinque e sette giorni di esportazioni; i tempi di riparazione sono stimati fra alcuni giorni e cinque-sei settimane.
I due lotti da 2 milioni di barili di greggio omanita sono stati negoziati a un prezzo superiore di 38 dollari al barile rispetto al benchmark di Dubai, un premio ben superiore ai livelli normali che riflette direttamente il valore di scarsità delle spedizioni spot. I venditori includono società di trading e giganti petroliferi.
A fronte delle interruzioni nella fornitura, l'Arabia Saudita ha dirottato le esportazioni petrolifere dal porto di Yanbu nuovamente verso i porti orientali; le esportazioni dal Mar Rosso in agosto sono diminuite di 4,5 milioni di barili al giorno rispetto a luglio, provocando un brusco calo nell'offerta disponibile per le spedizioni spot. Gli acquirenti hanno dovuto pagare premi più alti per garantirsi la certezza del momento di carico.
Per i raffinatori giapponesi, l'ingresso simultaneo degli acquirenti asiatici nel mercato spot li obbliga a pagare premi maggiori per assicurarsi le spedizioni, aumentando così i costi di approvvigionamento. Se il premio del Golfo Persico dovesse rimanere elevato, il comportamento di bloccare in anticipo le spedizioni potrebbe diventare una tendenza stabile in Asia. Sarà importante monitorare i progressi nella riparazione dell'oleodotto est-ovest saudita e se il premio spot del Golfo Persico si ridurrà con la normalizzazione dell'offerta.
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