I giganti tecnologici cercano energia sottoterra! Il nuovo progetto geotermico di Fervo (FRVO.US) genera elettricità per la prima volta; un tassello chiave per l’ambiziosa strategia AI di Google
Il prezzo delle azioni di Fervo Energy è aumentato di oltre il 14% durante il pre-market di giovedì, dopo che questa azienda focalizzata sull'energia geotermica ha realizzato la prima produzione di energia presso il progetto di sviluppo geotermico Cape Station nello Utah.
Secondo quanto riportato da Zhitong Finance APP, le azioni di Fervo Energy (FRVO.US) sono salite di oltre il 14% nel pre-market di giovedì negli Stati Uniti, dopo che la società, focalizzata sull’energia geotermica, ha annunciato la prima generazione di elettricità presso il progetto di sviluppo geotermico Cape Station nello Utah. L’azienda ha affermato che si tratta della prima volta che un progetto migliorato di geotermia a livello di utilità pubblica raggiunge questo traguardo a livello globale. Recentemente, giganti tecnologici come Google, Amazon e Meta stanno rafforzando la loro presenza nelle energie pulite, guidati dalla logica centrale secondo cui una fornitura di energia stabile, basata su emissioni zero di carbonio e al di fuori delle risorse petrolifere e del gas caratterizzate da alta volatilità dei prezzi, sta diventando la solida base per l’efficienza del capitale nel settore dell’AI.
A quanto si apprende, questo è il primo modulo GeoBlock del progetto Cape Station di Fervo ad essere connesso in rete e generare elettricità, ma non la prima generazione della compagnia; infatti, il progetto di generazione geotermica Project Red in Nevada aveva già fornito energia al sistema di rete elettrica nel 2023.
L’azienda ha dichiarato che la prima fase di Cape Station prevede una capacità installata di 100 MW, composta da tre moduli GeoBlock, di cui il primo ha appena raggiunto la prima generazione; si prevede che al più tardi raggiungerà l’operatività commerciale stabilita dal contratto entro il 1° ottobre.
Fervo Energy ha affermato che, con la messa in funzione del sistema completo di pozzi, l’azienda continuerà ad aumentare la produzione del primo modulo GeoBlock, mentre metterà a punto gli altri due moduli, i quali dovrebbero raggiungere, entro la scadenza contrattuale di gennaio 2027, l’operatività commerciale; inoltre, è in costruzione una nuova fase per ulteriori 400 MW, con entrata in funzione commerciale prevista per il 2028.
All’inizio di questo mese, Fervo ha annunciato la firma di un importante accordo per la fornitura di quasi 400 MW di elettricità dalla Cape Station a Google, destinati al previsto data center nell’Utah.
“Questo cambierà il panorama del settore geotermico”, ha dichiarato il CEO di Fervo (FRVO) Tim Latimer. Questo risultato consacra la tecnologia dei sistemi geotermici migliorati dell’azienda come “una nuova tecnologia di generazione di energia emblematicamente significativa per la nostra epoca”. “Riteniamo che ciò dimostri che l’EGS ha ormai raggiunto un livello di maturità commerciale e tecnologica sufficiente a soddisfare l’urgente domanda di energia affidabile e pulita sul mercato.”
Da quanto si apprende, il core business di Fervo si basa sull’impiego della tecnologia Enhanced Geothermal Systems (EGS), sviluppando, costruendo e gestendo progetti di generazione geotermica, e vendendo elettricità tramite accordi di acquisto energia. Lo sviluppo geotermico tradizionale richiede la compatibilità tra calore sotterraneo, fluidi e permeabilità delle rocce; l’EGS crea canali fluidi attraverso la modifica controllata dei serbatoi, consentendo al fluido iniettato di attraversare rocce ad alta temperatura, assorbendo calore e tornando in superficie per la generazione. Fervo combina trivellazioni orizzontali, ingegneria del completamento e sensori in fibra ottica in pozzo per monitorare costantemente temperatura, flusso e prestazioni del serbatoio, migliorando l’efficienza dello sfruttamento della risorsa sotterranea di scambio termico. La logica della sua industrializzazione consiste nel trasformare le competenze di trivellazione e ingegneria sotterranea accumulate nel settore petrolifero in asset di generazione pulita e replicabili.
La guerra dell’energia per l’AI si estende sottoterra: la prima generazione di Fervo segna una tappa chiave nella commercializzazione della geotermia
L’impennata del titolo Fervo Energy è stata catalizzata dal fatto che la tecnologia geotermica migliorata sta passando dalla fase di trivellazione, costruzione e accumulo ordini alla fase di effettiva generazione e connessione in rete. L’azienda ha annunciato che il primo modulo GeoBlock del progetto Cape Station nello Utah ha generato elettricità per la prima volta, facendo balzare le azioni del 7,6% nel pre-market di giovedì.
La prima fase del progetto dell’azienda ha una capacità totale di circa 100 MW, composta da tre moduli da circa 33 MW ciascuno; il modulo che ha generato per primo dovrebbe raggiungere l’operatività commerciale prevista dal contratto al più tardi il 1° ottobre, gli altri sono previsti in funzione entro gennaio 2027, con un’ulteriore espansione di 400 MW programmata per l’entrata in servizio commerciale nel 2028. La prima generazione significa che la catena ingegneristica completa tra il serbatoio sotterraneo, i pozzi produttivi, gli impianti di generazione di superficie e la rete elettrica ha iniziato a funzionare concretamente, gettando così le basi per la realizzazione di ricavi futuri dalla vendita di elettricità.
Questo progresso tecnologico risponde direttamente all’esigenza dei giganti tech di garantirsi forniture energetiche a lungo termine. Il 1° settembre, Fervo ha firmato con Google un accordo PPA da 396 MW, con messa online prevista per il 2028, destinato a sostenere il futuro data center di Google nello Utah; Google si è riservata inoltre la possibilità di aumentare la fornitura fino a circa 600 MW entro giugno 2030. Nel settore degli investimenti nelle infrastrutture per l’AI, il progresso della realizzazione degli impianti energetici, la capacità consegnabile e gli accordi di fornitura a lungo termine influiscono direttamente sul momento in cui le server farm potranno essere operative. Il valore strategico per Google nell’acquisto di energia geotermica sta nel creare sin d’ora una base di fornitura 24/7 per la futura espansione della capacità di calcolo.
Oltre lo zero carbonio: la fornitura stabile di energia pulita è la base dell’efficienza del capitale nei calcoli dei giganti tech
I maggiori colossi dell’AI, come Google e altri a livello mondiale, stanno accelerando l’ingresso nella geotermia non solo per la responsabilità sociale delle emissioni zero, ma soprattutto per la capacità di erogare energia continua e abbinata al carico dell’AI. L’addestramento su larga scala richiede il funzionamento simultaneo di cluster di calcolo, mentre il servizio di inferenza online deve soddisfare continuamente le richieste degli utenti, i tempi di risposta e l’alta concorrenza; GPU, CPU, archiviazione, reti e sistemi di raffreddamento creano congiuntamente un enorme consumo di energia elettrica. Dal punto di vista dell’economia degli impianti, se le costose server machine vengono acquistate in anticipo e l’accesso alla rete elettrica subisce ritardi o è insufficiente, il tasso di utilizzo delle apparecchiature e la redditività ne risentono direttamente.
Secondo il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, il capacity factor degli impianti geotermici si aggira solitamente intorno al 90%, ideale per sostenere il carico costante dei data center; qui si riflette il tasso di utilizzo di questi asset di generazione su base annuale. Il vero valore della geotermia per l’industria AI, dunque, sta nel fornire una sorgente stabile nell’ambito del mix rinnovabili-accumulo, consentendo una maggiore operatività delle risorse di calcolo.
Un secondo livello di valore consiste nella riduzione della sensibilità diretta ai costi dell’energia dipendenti dal mercato dei combustibili, migliorando la prevedibilità del budget operativo a lungo termine. La geotermia sfrutta il calore del sottosuolo senza la necessità di acquisti continui di gas naturale o carbone; combinata con accordi di acquisto energetico di lungo termine, consente di aumentare la prevedibilità di prezzo e fornitura dell’elettricità nei limiti contrattuali. Google ha già chiaramente posizionato il progetto di Fervo come un’integrazione all’eolico e al solare, così da ridurre la dipendenza oraria dai combustibili fossili.
Dal punto di vista logico degli investimenti, le tech company valuteranno le fonti energetiche sempre più sulla base del costo totale di possesso del data center: si considererà non solo il prezzo per kWh, ma anche la stabilità della fornitura, il tasso di utilizzo degli impianti, i progressi di espansione e i budget a lungo periodo. Le fonti energetiche in grado di supportare l’operatività continua degli asset di calcolo ad alto valore avranno un valore commerciale che andrà oltre la semplice riduzione delle emissioni.
Le reali implementazioni dei giganti dell’IT mostrano inoltre il coordinamento di diversi vettori di energie pulite per favorire l’espansione. Google, lo scorso luglio, ha annunciato che le prime due fasi del progetto Steel River porteranno 1,6 GW di fotovoltaico lato DC e 1,9 GWh di accumulo a batterie alla rete regionale; Meta, invece, collabora con XGS Energy per sostenere lo sviluppo di un progetto geotermico da 150 MW nel New Mexico, che nel marzo di quest’anno è stato ulteriormente rafforzato dai servizi ingegneristici di Baker Hughes.
Questi sviluppi riflettono un filo conduttore comune: le fonti rinnovabili solari ed eoliche sono incentrate sull’aumento a livello quantitativo dei kilowattora puliti, l’accumulo regola i tempi di consegna, la geotermia e altre fonti stabili supportano il carico in forte espansione. Per Fervo, la costruzione modulare di GeoBlock e i percorsi di fornitura sul posto di produzione, attualmente in fase di studio, potrebbero aumentare l’efficienza nella replica dei progetti e nella consegna di energia, permettendo alla costruzione di impianti di seguire meglio le espansioni a fasi dei data center.
Ordini a lungo termine, finanziamenti di progetto e track record operativo si stanno rafforzando a vicenda nella fase di commercializzazione di Fervo. A marzo di quest’anno la società ha ottenuto 421 milioni di dollari di project financing non–recourse per la prima fase di Cape Station, con la partecipazione di istituti come Barclays, HSBC, Mitsubishi UFJ, a riprova del fatto che il progetto ha già ottenuto il sostegno dei canali di finanziamento per le infrastrutture. Su questa base, la prima generazione di Fervo offre un nuovo punto di verifica per le performance operative future: generazione accumulata, tassi di disponibilità e dati O&M aiuteranno gli istituti finanziari a valutare il flusso di cassa dei progetti futuri e faciliteranno la firma di ulteriori accordi di vendita di energia da parte dei clienti. Si va così definendo un percorso di crescita basato sulla domanda a lungo termine che sostiene la costruzione dei progetti, sulle performance operative che aumentano la bancabilità, e sulla standardizzazione della costruzione che promuove l’espansione su larga scala e il miglioramento dei costi; proprio questa è la logica chiave di investimento, secondo gli analisti di Wall Street, nel processo che vede Fervo passare da sviluppatore di tecnologia innovativa a fornitore su larga scala di energia elettrica.
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