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Le prospettive di apertura dello Stretto di Hormuz rimangono incerte, pressione sui bond asiatici: il rendimento dei JGB a 2 anni si avvicina al 2%, il rendimento dei bond sudcoreani a 3 anni sale ai massimi dal 2022

Le prospettive di apertura dello Stretto di Hormuz rimangono incerte, pressione sui bond asiatici: il rendimento dei JGB a 2 anni si avvicina al 2%, il rendimento dei bond sudcoreani a 3 anni sale ai massimi dal 2022

智通财经智通财经2026/09/28 07:16
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Per:智通财经

I prezzi del petrolio sono elevati, mentre i rendimenti delle obbligazioni a breve termine in Corea e Giappone stanno aumentando.

Secondo quanto riportato da Zhitong Finance APP, lunedì i rendimenti delle obbligazioni asiatiche sono saliti generalmente, mentre i titoli di Stato di Giappone e Corea del Sud sono scesi, dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha respinto la più recente proposta iraniana di riaprire lo Stretto di Hormuz, causando un aumento dei prezzi del petrolio.

A causa dell’aumento delle scommesse degli investitori su un ulteriore rialzo dei tassi da parte della Banca del Giappone, il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a due anni si sta avvicinando alla soglia chiave del 2%. Il rendimento, particolarmente sensibile alle aspettative di politica monetaria, lunedì è salito di 4 punti base fino all’1,975%, il livello più alto dal 1995. Anche i rendimenti su altre scadenze sono sotto pressione, con il titolo quinquennale in aumento di 3 punti base al 2,43%.

Le prospettive di apertura dello Stretto di Hormuz rimangono incerte, pressione sui bond asiatici: il rendimento dei JGB a 2 anni si avvicina al 2%, il rendimento dei bond sudcoreani a 3 anni sale ai massimi dal 2022 image 0

In seguito al fatto che Ueda Kazuo, governatore della Banca del Giappone, all’inizio del mese non ha fornito una guida chiara sul ritmo dei prossimi interventi restrittivi, nonostante le diffuse aspettative di aumento dei tassi da parte del mercato, gli investitori temono che la Banca centrale possa agire con lentezza. Questo ha intensificato le attese del mercato sul fatto che i policy maker potrebbero alla fine dover intervenire in modo più incisivo, soprattutto mentre la Federal Reserve, dal tono aggressivo, minaccia di mantenere il differenziale dei tassi tra USA e Giappone.

L’ex membro esecutivo della politica monetaria della Banca del Giappone, Kazuo Momma, ha dichiarato in un’intervista che la Banca centrale potrebbe alzare il tasso base per il secondo mese consecutivo già ad ottobre, prima di quanto previsto da molti economisti. Gli overnight index swap mostrano che la probabilità di un rialzo dei tassi ad ottobre si aggira intorno al 40%, mentre quella di un aumento di 25 punti base a dicembre è già pienamente scontata.

Secondo le analisi, una prova più severa potrebbe essere rappresentata dall’asta biennale di titoli prevista per mercoledì; il mercato prevede generalmente che la Banca del Giappone alzerà i tassi a dicembre, con alcuni analisti che non escludono un rialzo già a ottobre. Questo potrebbe portare gli acquirenti a rimanere cauti finché il rendimento non raggiungerà almeno il 2%, soprattutto dato che il rapporto Tankan di giovedì potrebbe rafforzare le aspettative del mercato su un ulteriore irrigidimento della politica monetaria.

L’indebolimento dello yen intensifica le preoccupazioni di mercato riguardo a una stretta monetaria. Durante un recente incontro con il Primo Ministro giapponese Sanae Takai, il presidente Donald Trump ha espresso preoccupazione per il cambio yen-dollaro, mentre il Ministro delle Finanze giapponese Satsuki Katayama ha affermato che Sanae Takai “non è un’inflazionista,” cercando di stemperare i timori che il governo possa esercitare pressioni sulla Banca centrale per mantenere i tassi bassi.

Strategisti di SMBC Nikko Securities, tra cui Ataru Okumura, hanno sottolineato in un report che, con l’attenzione crescente sulle debolezze dello yen sia da parte dei politici giapponesi sia internazionali, stanno aumentando le scommesse su un’accelerazione della stretta monetaria da parte della Banca del Giappone. Hanno anche affermato che l’espansione fiscale delle principali economie e l’aumento dei prezzi delle commodity potrebbero rafforzare ulteriormente le aspettative del mercato per una politica monetaria più restrittiva da parte del Giappone al fine di contenere l’inflazione.

Il rendimento delle obbligazioni sudcoreane a tre anni è salito ai massimi dal novembre 2022, unendosi alla tendenza globale di vendite, a causa delle preoccupazioni sull’inflazione alimentate dall’impennata dei prezzi del petrolio, con un aumento di 11 punti base al 4,11%. Il mercato locale resterà chiuso giovedì e venerdì, durante i quali i rendimenti dei titoli di Stato americani di più lunga durata sono saliti ai livelli più alti degli ultimi vent’anni.

Le prospettive di apertura dello Stretto di Hormuz rimangono incerte, pressione sui bond asiatici: il rendimento dei JGB a 2 anni si avvicina al 2%, il rendimento dei bond sudcoreani a 3 anni sale ai massimi dal 2022 image 1

Kang Seungwon, analista del reddito fisso di NH Investment & Securities, ha dichiarato: "L’impennata dei rendimenti sulle obbligazioni sudcoreane mostra che non si tratta solo di una questione americana e riflette la crescente preoccupazione del mercato per la necessità di nuovi rialzi da parte della Banca di Corea." Kang ha aggiunto che se la Federal Reserve opererà un secondo rialzo consecutivo a ottobre, è molto probabile che la Banca di Corea intervenga alzando i tassi a novembre.

Dall’inizio dell’anno, a causa del conflitto costante in Medio Oriente che ha fatto aumentare i prezzi del petrolio, il mercato obbligazionario sudcoreano ha mostrato segni di debolezza, sollevando timori sull’accelerazione dell’inflazione in un Paese fortemente dipendente dalle importazioni energetiche. La Banca centrale sudcoreana ha già effettuato due rialzi consecutivi dei tassi, dopo che il boom senza precedenti del settore dei semiconduttori ha contribuito a una crescita economica superiore alle aspettative, accentuando così la pressione sui prezzi.

Lunedì la Banca di Corea ha convocato una riunione per valutare la situazione del mercato durante il periodo festivo dal 24 al 27 settembre. In una dichiarazione rilasciata dopo la riunione, la Banca centrale ha affermato che le autorità continueranno a monitorare attentamente il mercato, poiché la volatilità potrebbe aumentare.

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