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Sintesi delle opinioni della riunione di settembre della Banca Centrale del Giappone: la maggioranza dei membri sostiene il proseguimento degli aumenti dei tassi, alcuni chiedono di accelerare il ritmo.

Sintesi delle opinioni della riunione di settembre della Banca Centrale del Giappone: la maggioranza dei membri sostiene il proseguimento degli aumenti dei tassi, alcuni chiedono di accelerare il ritmo.

智通财经智通财经2026/10/01 03:16
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Il riassunto delle opinioni della riunione di settembre della Banca del Giappone mostra che alcuni responsabili politici ritengono necessario accelerare il ritmo degli aumenti dei tassi di interesse, o portare i tassi più rapidamente vicino all'“obiettivo” della banca centrale, aumentando così la probabilità di ulteriori rialzi dei tassi.

Secondo quanto riportato dall’APP di Zhihui Finance, il riassunto delle opinioni della riunione di settembre della Banca centrale del Giappone mostra che alcuni membri della politica monetaria ritengono necessario accelerare il ritmo degli aumenti dei tassi d’interesse, o avvicinare rapidamente i tassi all’“obiettivo” della banca centrale, aumentando così la possibilità di ulteriori rialzi. Secondo la maggior parte delle opinioni, data la pressione inflazionistica crescente, dopo il rialzo di settembre sarà necessario continuare ad aumentare il costo del credito. Un membro ha dichiarato: “Se si noteranno segnali di deviazione verso l’alto dei prezzi, la banca centrale dovrà accelerare i rialzi dei tassi.”

Un’altra opinione indica: “È auspicabile che la banca centrale innalzi il tasso di riferimento verso il livello obiettivo in modo relativamente rapido”, per lasciare margine di manovra in caso di sviluppi economici inattesi.

Queste opinioni evidenziano la crescente attenzione del comitato ai rischi legati all’inflazione, rafforzando le aspettative diffuse di un nuovo aumento dei tassi entro quest’anno.

Un membro ha dichiarato: “Considerando gli ultimi sviluppi, dobbiamo tenere conto della possibilità che i prezzi del petrolio rimangano elevati”, lasciando intendere un’attenzione particolare agli effetti prolungati della crisi in Medio Oriente.

Nella riunione di settembre, la Banca centrale del Giappone ha portato i tassi d’interesse al massimo degli ultimi 31 anni, pari all’1,25%, e il governatore della banca centrale ha fatto intendere l’ingresso in una nuova fase, focalizzata sulla prevenzione di un eccesso di inflazione, lasciando così la porta aperta a ulteriori rialzi.

Molte opinioni sottolineano che l’inflazione di base ha ormai raggiunto o si sta avvicinando all’obiettivo del 2% della banca centrale. Un membro ha affermato che, sebbene la banca centrale non debba agire con eccessiva fretta, dovrebbe aumentare i tassi per evitare un aumento eccessivo e prolungato dei prezzi, dato che l’inflazione di base dovrebbe presto raggiungere il 2%.

Molti analisti si aspettano che la Banca centrale del Giappone aumenti nuovamente i tassi in ottobre o a dicembre. Poiché i dati statunitensi sull’inflazione sono inferiori alle attese, l’eventualità di nuovi rialzi negli Stati Uniti si è affievolita: ciò potrebbe alleggerire la pressione sulla banca centrale giapponese per aumentare i tassi già in questo mese, al fine di evitare un deprezzamento sfavorevole dello yen e l’aumento dei costi delle importazioni.

Nonostante ciò, la Banca centrale del Giappone subisce una pressione maggiore per aumentare i tassi rispetto ad altre banche centrali, poiché il tasso di politica monetaria resta vicino all’estremo inferiore della fascia prevista per il tasso neutro nominale giapponese (tra l’1,1% e il 2,5%), cioè un livello che né raffredda né surriscalda la crescita economica.

Un membro ha affermato che, dato il significativo rischio di rialzo dei prezzi, la banca centrale dovrebbe “continuare ad agire con tempestività e non essere eccessivamente prudente” nell’aumentare i tassi, aggiungendo che è opportuno rafforzare le analisi sulle stime del tasso neutro.

Dopo la pubblicazione del riassunto, poiché gli investitori hanno ridotto le scommesse su un doppio aumento consecutivo dei tassi a ottobre, il dollaro rispetto allo yen si è rafforzato fino a circa 157,87.

Resistenza agli aumenti dei tassi

Tuttavia, non tutti ritengono che ci siano le condizioni per ulteriori rialzi. Due membri “colomba” tra i nove del comitato, Toichiro Asada e Ayano Sato, si sono opposti alla decisione di aumentare i tassi a settembre.

Il riassunto include alcune opinioni che potrebbero provenire da loro, mettendo in guardia sulla debolezza dei consumi e sulla bassa crescita dell’inflazione nei servizi, motivi validi per mantenere invariata la politica monetaria.

Il riassunto indica che anche un rappresentante dell’Ufficio di Gabinetto ha esortato in sede di riunione la Banca centrale del Giappone ad “esaminare attentamente gli effetti cumulativi dei precedenti aumenti”, segnalando la preoccupazione che tassi più alti possano danneggiare l’economia.

Secondo il riassunto, il rappresentante avrebbe dichiarato: “Guardando avanti, sarà necessario che la banca centrale consideri la stima del tasso neutro”, invitando alla cautela per eventuali ulteriori aumenti.

Sebbene il riassunto non riveli l’identità dei partecipanti che hanno commentato, il ministro dell’Economia Minoru Kiuchi ha partecipato alla riunione di settembre come rappresentante dell’Ufficio di Gabinetto. Kiuchi è considerato un sostenitore del reflazionismo del primo ministro Sanae Takaichi, la quale a sua volta è prudente rispetto a ulteriori rialzi della Banca centrale del Giappone, temendo che questi possano aumentare i costi di finanziamento per il suo ambizioso piano di spesa.

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Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.

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