I rendimenti elevati dei titoli di Stato USA esercitano pressione, l'indice bancario rimane in una zona di aggiustamento, Citi perde quasi il 5% durante la sessione
Durante la sessione di giovedì, il KBW Bank Index ha toccato il minimo degli ultimi quattro mesi, registrando un calo del 14% rispetto al massimo di metà agosto. Gli analisti hanno sottolineato che, a settembre di quest'anno, il settore finanziario ha mostrato la peggiore performance rispetto agli altri settori dal 1990 nello stesso periodo. Alcuni analisti hanno inoltre osservato che il mercato sta esagerando le preoccupazioni riguardo alle minacce degli agenti AI, le possibili conseguenze delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti e l’aumento dei tassi d'interesse. La stagione dei risultati delle principali banche inizierà il 13 ottobre e la performance degli utili sarà la verifica fondamentale.
Con il rendimento dei titoli di Stato USA che continua a salire, le azioni bancarie americane subiscono ulteriori pressioni.
Durante la sessione di Borsa USA di giovedì 1° ottobre (ora della Costa Est degli Stati Uniti), l’indice di riferimento KBW Banks è sceso fino al 2,4%, raggiungendo il minimo intraday dalla fine di maggio. Tutti i componenti dell’indice erano in ribasso, con Citigroup (C) che ha guidato le perdite crollando fino al 4,6%, segnando la maggiore flessione intraday da luglio. Gli investitori stanno rivalutando l’impatto dei rendimenti dei titoli di Stato USA in costante aumento sull’economia statunitense e sulle attività bancarie.

Al termine della sessione di giovedì, l’indice KBW Banks è già arretrato di circa il 14% rispetto al massimo toccato a metà agosto. Secondo la convenzione che definisce una “correzione tecnica” come un calo del 10% dal recente massimo, l’indice non è solo entrato in una fase correttiva, ma anche il ribasso del 14% indica un approfondimento della correzione.

Dall’inizio dell’anno, il guadagno cumulato dell’indice KBW Banks è ora inferiore al 2%, in netto ritardo rispetto all’indice S&P 500, che nello stesso periodo è salito di circa l’11%.
Le azioni delle banche sotto pressione, la performance relativa del settore finanziario a settembre è la peggiore dal 1990
La debolezza recente delle azioni bancarie si è ormai diffusa dall’ambito di alcune singole società all’intero settore.
Capital One (COF) e Wells Fargo (WFC) hanno perso ciascuna oltre il 15% da inizio anno; nell’ultimo mese anche Bank of America (BAC), Goldman Sachs (GS) e Morgan Stanley (MS) sono scese di oltre l’11%.
Secondo l’analista di Truist Brian Foran, il mese di settembre è stato “indimenticabile” per le azioni finanziarie, la cui performance relativa rispetto agli altri settori è stata la peggiore da settembre 1990 a oggi.
Foran ritiene che la fase di debolezza relativa delle azioni finanziarie rispetto all’indice generale sia iniziata già nell’aprile 2025, sottolineando come attualmente vi siano alcune somiglianze con il periodo della bolla Internet.
Tuttavia, ha anche evidenziato una significativa differenza rispetto ai periodi precedenti di debolezza: le revisioni delle stime di utile per le aziende finanziarie da parte degli analisti restano tuttora positive.
Foran sottolinea inoltre che non è solo il settore finanziario a trovarsi sotto pressione. Il boom dell’AI sta indirizzando grandi quantità di capitali verso pochi settori, mentre altri come quello finanziario non stanno beneficiando allo stesso modo di questa fase di rialzo.
Tra alti tassi e incertezze sull’AI, le azioni bancarie affrontano molteplici pressioni
La continua ascesa dei rendimenti dei Treasury USA sta diventando uno dei principali fattori che pesano ultimamente sulle azioni bancarie.
Con i rendimenti dei Treasury a lungo termine in crescita costante, il mercato sta tornando a interrogarsi sugli impatti di un ambiente di alti tassi di interesse: sulla crescita economica, i costi di finanziamento, la domanda di credito e i profitti delle banche. Contemporaneamente, i timori che l’AI possa rivoluzionare il modello di business bancario tradizionale rappresentano un ulteriore elemento di pressione.
Tuttavia, in merito agli impatti potenziali dell’AI, il mercato appare diviso.
Il noto analista bancario senior di Wells Fargo, Mike Mayo, ha dichiarato all’inizio di questa settimana che i timori sul rischio rappresentato dagli agenti AI, sulle possibili ripercussioni delle elezioni di metà termine USA di novembre, e sull’aumento dei tassi siano ormai “esagerati”.
Mayo ritiene che con l’arrivo delle trimestrali delle grandi banche, la fase di “panic selling” sulle azioni bancarie legato all’AI possa invertirsi. Sottolinea in particolare che le banche dispongono di un vantaggio che l’AI difficilmente potrà sostituire a breve: la fiducia del pubblico, che rappresenta il “fossato” dei depositi.
Ciò significa che, sebbene l’AI possa cambiare i modelli operativi, la struttura delle risorse umane e alcune attività finanziarie, il core business di banche come depositi, credito e relazioni con la clientela difficilmente potrà essere rapidamente sostituito dagli agenti AI.
La stagione delle trimestrali delle big USA parte il 13 ottobre: la redditività sarà la verifica chiave
A breve, l’attenzione degli investitori si sposterà sui dati del terzo trimestre delle grandi banche USA.
La stagione degli utili delle principali banche statunitensi inizierà il 13 ottobre, con JPMorgan tra i primi ad annunciare i risultati. In questa occasione, margini di interesse netti, domanda di prestiti, costi dei depositi, qualità del credito e performance dell’investment banking saranno indicatori chiave per valutare la resilienza degli utili delle banche.
Particolarmente degno di attenzione il fatto che le aspettative sugli utili non si sono (al momento) deteriorate ulteriormente, pur a fronte del ribasso significativo dei titoli bancari dai massimi di agosto. Questo implica che i prossimi risultati forniranno ulteriori elementi per verificare se le preoccupazioni del mercato su alti tassi, AI e macroeconomia siano già riflesse nei prezzi azionari.
Al momento, le azioni bancarie si trovano in un contesto di mercato piuttosto particolare: da un lato i rendimenti dei Treasury USA continuano a salire, aumentando l’attenzione sulle condizioni economico-finanziarie; dall’altro le stime sugli utili bancari non hanno ancora mostrato un evidente peggioramento, mentre la mania dell’AI spinge ulteriormente i capitali verso pochi settori tecnologici.
Con l’inizio della stagione delle trimestrali delle grandi banche il 13 ottobre, la capacità degli istituti di fornire nuovi segnali sui fondamentali diventerà un riferimento fondamentale per valutare se la fase correttiva sulle azioni bancarie sia destinata a proseguire o a fermarsi.
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