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Bank of America: Il "trading AI" è l'ultima linea di difesa attuale del mercato dei Treasury USA

Bank of America: Il "trading AI" è l'ultima linea di difesa attuale del mercato dei Treasury USA

华尔街见闻华尔街见闻2026/10/04 04:51
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Per:华尔街见闻

Bank of America avverte che la narrativa sull'intelligenza artificiale sta fungendo da "cuscinetto" contro i rischi macroeconomici, sopprimendo la volatilità del mercato. Il sentimento FOMO generato dall'AI produce un effetto simile a una "opzione put sull'AI", rendendo il mercato azionario quasi indifferente alle forti oscillazioni del mercato obbligazionario. Bank of America teme che, se la narrativa sull'AI dovesse subire una battuta d'arresto, il ridimensionamento delle aspettative di crescita potrebbe trasformare la crisi del mercato obbligazionario in una crisi di mercato generale, amplificando simultaneamente tutti i rischi macroeconomici finora soppressi.

Bank of America avverte che la narrazione sull’AI sta fungendo da "cuscinetto" per i rischi macroeconomici: nel momento in cui questa narrazione dovesse incrinarsi, tutti i rischi macro soppressi si amplificheranno simultaneamente, portando il mercato azionario a un vero shock.

Il team derivati azionari di Bank of America sottolinea nell’ultimo rapporto che, in un ambiente di mercato dove le risorse di attenzione sono relativamente limitate, i rischi macro sono “difficili da competere con la narrazione di crescita dell’AI per attirare l’attenzione del mercato”.

Il timore di perdere opportunità (FOMO) generato dall’AI spinge gli investitori ad acquistare aggressivamente su ogni calo, creando il cosiddetto effetto “put option sull’AI”, che reprime efficacemente la volatilità del mercato azionario.

Nel frattempo, il potente debutto di Muse, l’assistente intelligente AI di Meta della scorsa settimana, ha spinto il Nasdaq a un rialzo superiore al 3%, mentre l’indice VIX rimane su livelli relativamente moderati, in netto contrasto con la forte volatilità dei mercati obbligazionari.

Bank of America: Il(La volatilità del mercato dei tassi d’interesse è nettamente superiore a quella delle azioni USA)

Secondo Bank of America, il vero rischio di coda è che, se la narrazione sull’AI dovesse “guastarsi”, il riprezzamento delle prospettive di crescita potrebbe far evolvere i problemi obbligazionari in una crisi del mercato nel suo complesso. Dopo il fallimento della “put option sull’AI”, tutti gli altri rischi potrebbero essere “significativamente amplificati”.

Pressione sul mercato obbligazionario in continuo aumento, rendimenti ai massimi da decenni

Il mercato obbligazionario USA sta subendo la più forte pressione di vendita dallo scorso febbraio.

L’asta del titolo di Stato USA a 5 anni di martedì scorso ha registrato un rendimento del 5,033%, il primo “cinque” dal 2007; il bid to cover è stato il più basso dal 2018 e quel giorno il mercato obbligazionario ha avuto la sua peggiore performance giornaliera da quella che viene definita “la tariffa equivalente” dello scorso anno.

Il giorno seguente i rendimenti dei Treasury USA su tutta la curva sono saliti ai massimi di decenni, continuando a crescere. L’indice MOVE, che misura la volatilità dei Treasury, ha superato quota 100, un livello che di solito è associato alla turbolenza dei mercati azionari.

Bank of America: Il(La divergenza tra la volatilità dei tassi dei Treasury USA e l’andamento delle azioni USA)

L’indicatore di stress finanziario globale di Bank of America (GFSI) conferma il clima di tensione del mercato obbligazionario, passato la settimana scorsa da -0,10 a -0,05. La pressione derivante dalla volatilità implicita dei tassi eurozona e dollaro guida tutti i sottostanti, collocandosi rispettivamente al 97esimo e 95esimo percentile storico.

La volatilità dei tassi d’interesse rappresenta ora, dal marzo scorso, il principale indicatore di stress cross-asset, superando la volatilità delle materie prime che dominava da novembre scorso. Anche il mercato del credito mostra segnali di risonanza: la pendenza delle curve di credito 3 anni/5 anni dell’eurozona, i CDS investment grade in dollari e i CDS ad alto rendimento eurozona sono tutti tra i primi dieci percentili storici per aumento di pressione.

Il mistero della divergenza tra azioni e obbligazioni: la narrazione sull’AI offre una “copertura macro”

Il mercato azionario resta quasi indifferente a questi segnali. La spiegazione data da Bank of America è che: in un mercato dove la “fornitura di attenzione è relativamente fissa”, i rischi macro competono con la narrazione di crescita dell’AI per la leadership, e attualmente quest’ultima è chiaramente dominante.

Il catalizzatore concreto della scorsa settimana è stato il lancio da parte di Meta dell’assistente AI Muse, che è diventato rapidamente popolare negli app store, facendo salire il Nasdaq di oltre il 3% in una sola settimana.

Bank of America cita anche precedenti storici per confutare l’idea che “un rendimento al 5% porrà fine al mercato toro”. Durante la bolla Internet degli anni ’90, i rendimenti long sono saliti complessivamente di 200 punti base e la Federal Reserve ha alzato i tassi di 100 punti, ma la bolla azionaria è continuata ad espandersi.

Gli strategist azionari di Bank of America, in un altro rapporto intitolato "Bloccati in un mondo al 5%", affermano anch’essi:

Non crediamo che un rendimento al 5% sia necessariamente il canto del cigno per il mercato azionario.

La banca ritiene che per cambiare radicalmente il quadro attuale siano necessari un deciso ulteriore aumento dei rendimenti o un forte balzo della volatilità dei tassi, e questo “potrebbe richiedere che i policymaker smettano di intervenire”.

Il vero rischio del fallimento della “put option sull’AI”

La vera preoccupazione di Bank of America non è che “il mercato obbligazionario schiaccerà le azioni”, bensì il contrario: se la narrazione dell’AI dovesse ricevere una battuta d’arresto, il riprezzamento delle prospettive di crescita potrebbe trasformare la crisi delle obbligazioni in una crisi di tutto il mercato.

Il rapporto afferma testualmente:

Il potenziale di crescita e produttività a lungo termine generato dal boom dell’AI funziona in una certa misura come una “put option sull’AI”, fungendo da ammortizzatore contro i vari rischi macro attuali. Quindi, se la narrazione dell’AI dovesse indebolirsi, con conseguente revisione al ribasso delle aspettative di crescita collegate, si potrebbe accentuare la pressione macro e avere un impatto sostanziale sulle azioni USA.

Questa logica si collega anche alle scommesse del mercato sulla sostenibilità fiscale degli USA. Trump ed Elon Musk hanno dichiarato pubblicamente che gli Stati Uniti potrebbero “uscire dal problema del debito di 40 trilioni di dollari tramite la crescita economica”. E la narrazione della produttività dell’AI è il perno di questa speranza.

Se questo pilastro dovesse vacillare, il timore per la sostenibilità fiscale perderebbe copertura, e tutti gli altri rischi potrebbero essere “notevolmente amplificati”.

Tuttavia, Bank of America precisa che, da un punto di vista fondamentale, il mercato rimane resiliente, con valutazioni in fase di “deflazione della bolla”, dunque questo scenario di rischio estremo resta per ora “temporalmente posticipato”.

Indicatore di rischio bolla: concentrazione del calore ma senza diffondersi

Bank of America ha iniziato a pubblicare settimanalmente un indicatore di rischio di bolla (BRI).

Dopo l’ondata di entusiasmo scatenata da Muse, il BRI dei titoli tecnologici USA e del Nasdaq è nuovamente saltato: il valore per il settore tecnologico è circa 0,72, secondo solo alla sanità (circa 0,76), e vicino alla soglia di pericolo di 0,8.

Il settore semiconduttori ha registrato il maggior rialzo settimanale del BRI tra tutti i temi caldi; il portafoglio di Bank of America sulla cybersecurity USA (0,91) e sulla momentum health statunitense (0,85) sono i soli a trovarsi già nella “chiara zona bolla”.

Bank of America: Il(Confronto settimanale del BRI nei settori caldi delle azioni USA)

Tuttavia, Bank of America segnala che rispetto al 1999 la situazione è fondamentalmente diversa. Attualmente, solo 18 titoli dell’S&P 500 hanno un BRI superiore a 0,8, contro 50-100 al picco della bolla Internet; queste 18 azioni pesano solo il 3,2% dell’indice, mentre allora la quota era fra 20% e 40%.

Bank of America: Il(La ricerca di Bank of America mostra che, rispetto ai 50-100 titoli dell’S&P 500 con bolla (BRI>0,8) alla fine degli anni ’90, oggi il rischio bolla è concentrato solo su pochissimi titoli principali)

I titoli con il BRI più alto sono Moderna (MRNA), CrowdStrike (CRWD), Hewlett Packard Enterprise (HPE), Revvity (RVTY): molto lontani dalle Big Tech iconiche del 2000. Il rischio bolla resta per ora fenomeno localizzato, ma Bank of America avverte che questa situazione “raramente si mantiene a lungo”.

Strategie consigliate: seguire la direzione del trend

Sul piano strategico, Bank of America suggerisce agli investitori di seguire questa logica paradossale. Il team derivati della banca rimane positivo sulle call option del Nasdaq 100 collegate allo scenario “rendimenti elevati ma oscillazione in range”, considerandole uno strumento a basso costo per cogliere il trend 2024 di “rally simultaneo azioni-obbligazioni”.

Per coprire il rischio di ulteriore rialzo dei rendimenti, Bank of America raccomanda combinazioni di put spread in vendita su ETF Treasury a lungo termine USA (TLT), sfruttando la forte inclinazione storica verso le put per compensare in parte il costo extra dovuto al salto della volatilità dei tassi.

Sul fronte azionario, Bank of America, considerando sensibilità ai tassi e costi di protezione, individua nelle combinazioni di put spread su materiali (XLB), small cap (IWM) e beni di consumo discrezionali (XLY) il miglior rapporto qualità-prezzo.

Secondo la banca, le small cap “potrebbero affrontare ulteriore pressione in vendita da parte dei CTA”. Questo trend dura da mesi a causa della costante salita dei rendimenti, colpendo duramente le small cap.

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