Wood di ARK prevede un boom tecnologico deflazionistico, una curva dei rendimenti invertita che non porterà a una recessione economica e che bitcoin giocherà un ruolo sempre più importante.
In breve
Cathie Wood di ARK Invest afferma che intelligenza artificiale, robotica, blockchain e tecnologie di storage dell'energia possono aumentare la produttività del 5-6%, stimolando un'espansione deflazionistica favorevole alle azioni e a Bitcoin.
Cathie Wood, CIO e gestore di portafoglio di ARK Invest, ritiene che le cinque principali piattaforme di innovazione convergenti — intelligenza artificiale, robotica, storage dell'energia, blockchain e multi-omica — possano far crescere la produttività sostenibile degli Stati Uniti al 5-6%, ben oltre il 2-3% a cui gli investitori sono stati abituati dalla Rivoluzione Industriale. Nella sua più recente lettera agli investitori, Wood evidenzia che il tasso di crescita annua reale del PIL potrebbe superare il 7%, e sostiene che tale scenario assomiglierebbe più a una lunga espansione di cinquanta anni simile a quella dei "Ruggenti Anni Venti", piuttosto che a qualsiasi altro periodo dell'ultimo secolo.
Wood descrive il contesto attuale come un "ritorno al futuro": i tassi d'interesse, toccati i minimi vicini allo zero durante la crisi pandemica, ora stanno aumentando secondo un modello simile a quello precedente alla fondazione della Federal Reserve, quando i tassi a breve termine crescevano all'unisono con la crescita nominale del PIL e i tassi a lungo termine riflettevano le forze tecniche deflazionistiche. Durante la Rivoluzione Industriale, la curva dei rendimenti risultava invertita oltre il 60% delle volte, senza però preannunciare una recessione; ARK ritiene che un'inversione simile oggi sarebbe un segnale positivo per i mercati azionari, non un avvertimento di rischio.
Wood scrive che il motore principale di questa dinamica è il crollo dei costi tecnologici. Dal debutto del cloud computing e dagli sviluppi nel deep learning dell’ultimo decennio, il costo dell'inferenza AI è sceso oltre il 99% ogni anno, mentre il sequenziamento del genoma completo è passato da 270 milioni di dollari nel 2003 a meno di 100 dollari. Questa "deflazione benefica" sta già mostrando effetti macroeconomici: ARK nota che entro il 2025, la domanda di inferenza AI crescerà di circa 25 volte, e stima che i ricavi annualizzati di Anthropic siano saliti dai 9 miliardi di dollari di dicembre scorso ai 65 miliardi di luglio di quest’anno; secondo ARK, questa crescita smentisce chiaramente le accuse di bolla speculativa sull’AI.
Inflazione, petrolio e le motivazioni per investire in azioni
Riguardo all'inflazione, Wood sottolinea che altri dati suggeriscono che le statistiche ufficiali sovrastimano il problema. A luglio, il governo ha pubblicato dati di spesa personale totale e core (PCE) rispettivamente al 3,7% e 3,3%, mentre il Truflation Index, che monitora oltre 16 milioni di prezzi giornalmente, rileva una PCE generale al 2,5% e core al 2,1%, valori molto vicini all'obiettivo della Fed del 2%. Secondo Wood, parte della differenza dipende dai prezzi dell'energia: a causa della guerra in Iran, i prezzi della benzina sono saliti circa del 33% rispetto all'anno precedente, ma prevede che una volta risolto il conflitto i prezzi del petrolio crolleranno, forse fino a 30-35 dollari al barile, grazie all’aumento della produzione da parte di Emirati Arabi Uniti e altri paesi che hanno sforato le quote.
Per Wood la politica monetaria rafforza questa prospettiva. Con Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve, si attende una disciplina monetaria in stile Volcker, l’inflazione dovrebbe quindi ridursi e la maggiore produttività sostenere il dollaro causando una possibile caduta del prezzo dell’oro — anche se sottolinea che Bitcoin può affiancare l’oro come strumento per coprire il rischio di controparte, in caso di turbolenze sui mercati finanziari.
Tale previsione comporta anche dei rischi. Se i tassi d’interesse a breve termine arrivassero, come prevede ARK, al 6-8%, circa 16 mila miliardi di dollari in private equity e credito privato (soprattutto finanziati a tassi variabili) sarebbero sotto seria pressione; nello stesso scenario, il servizio del debito federale salirebbe di circa 80 miliardi di dollari.
Wood conclude con un appello alla riallocazione: ritiene che il classico portafoglio 60/40 sia stato adeguato all’epoca dei tassi in calo dal 1981 al 2021, mentre la prosperità tecnologica di tipo deflazionistico richiede una quota maggiore di investimenti azionari — e, in particolare per gli investitori focalizzati sulle criptovalute, una quota ancora maggiore in Bitcoin.

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