"L'AI non è il becchino": Bank of America diventa rialzista su Salesforce (CRM.US), l'acquisizione da 30 milioni di dollari accende la rivalutazione delle azioni software
Bank of America ha raramente alzato il rating di Salesforce a "comprare" con un target price di 285 dollari, coincidiendo con l'acquisizione di Loops per circa 30 milioni di dollari; il prezzo delle azioni è salito del 5% durante la sessione.
L'APP di Zhihui Finance ha notato che Salesforce (CRM.US) è diventata lunedì il fulcro del settore software del mercato azionario USA: l'azienda ha annunciato di aver firmato un accordo definitivo per acquisire Loops, startup israeliana di analisi AI, pianificando di integrare la sua tecnologia e il suo team in Tableau; quasi contemporaneamente, Bank of America, in via eccezionale, ha alzato il rating del titolo direttamente da “underperform” a “buy”, con il target price passato da 160 a 285 dollari.
Grazie a questo doppio impulso positivo, Salesforce ha registrato un aumento intraday fino al 5,1%, chiudendo comunque con un rialzo di circa l’1,5%.
Sotto il profilo dell’operazione, si tratta di una classica acquisizione “tecnologia + talento”. Nessuna delle due parti ha rivelato i termini dell’accordo, ma il mercato stima l’importo in circa 30 milioni di dollari, con completamento previsto per l’inizio dell’anno fiscale 2027 di Salesforce (novembre).
Loops è stata fondata nel 2020 dal CEO Tom Laufer e dal CTO Ido Adiv. La sua piattaforma si distingue per il machine learning e l’analisi causale, focalizzandosi nel rispondere al “perché cambiano gli indicatori” anziché al solo “che cosa è successo”; lo scorso anno hanno lanciato l’agente AI Scout, che inoltra proattivamente insight tramite Slack ed email. Salesforce sottolinea che l’acquisizione accelera la propria strategia di “analisi tramite agenti”, consentendo ai clienti di passare dalla semplice consultazione di report ad azioni guidate direttamente dall’AI.
È soprattutto l’opinione degli analisti ad alimentare l’attuale fase di recupero. L’analista di Bank of America, Tal Liani, sostiene nel suo report che l’AI non sconvolgerà il software aziendale, ma anzi “approfondirà la dipendenza delle imprese da queste piattaforme”— le piattaforme che ospitano logica di business, dati, workflow e compliance sono difficili da sostituire per i clienti.
Bank of America evidenzia che Salesforce sta adottando una strategia “duplice”: da un lato controlla l’interazione utente tramite Slack, dall’altro apre flussi di dati e workflow a interfacce di terze parti come Claude. Questo approccio potrebbe indebolire l’interfaccia utente proprietaria di Salesforce. “Riteniamo quindi che la strategia di Salesforce sia una copertura pragmatica: gestire l’interfaccia utente il più possibile tramite Slackforce e, al contempo, consentire l’accesso esterno, mantenendo così dati e contesto internamente all’azienda”, spiegano gli analisti.
Contestualmente, Bank of America ha alzato le previsioni di crescita dei ricavi da sottoscrizione per il 2028 e 2029 e ha fissato la valutazione a 16 volte il free cash flow atteso nel 2027. Degno di nota, Liani lo scorso maggio aveva ancora messo in guardia sul rischio strutturale dell’AI per il settore software enterprise; questa “autoretromarcia” è interpretata come una resa collettiva degli analisti ribassisti sull’andamento del comparto.
Anche i fondamentali sostengono la visione rialzista. Alla fine del secondo trimestre (fine luglio), l’Annual Recurring Revenue (ARR) di Agentforce ha superato 1,5 miliardi di dollari, in crescita di oltre il 240% annuo; Agentforce e Data 360 insieme hanno raggiunto un ARR vicino a 3,9 miliardi di dollari, con un aumento superiore al 210%; la RPO attuale (obbligazioni contrattuali residue) è cresciuta di circa il 14% su base annua, attestandosi a 33,5 miliardi di dollari. L’azienda sta anche introducendo un nuovo modello di pricing basato sull’utilizzo, per attenuare i timori che l’AI possa sostituire i posti software tradizionali.
Naturalmente, non mancano voci caute. Gli analisti ribassisti sottolineano che la quota di ricavi legata all’AI è ancora ridotta e che un eventuale rallentamento nell’adozione da parte dei clienti potrebbe ritardare il ritorno finanziario. Le elevate posizioni short segnalano, inoltre, che parte dei capitali rimane in attesa.
Nel complesso, questa acquisizione da 30 milioni di dollari non è sufficiente di per sé a mutare la curva dei ricavi di Salesforce, ma arriva proprio nel momento in cui gli analisti iniziano a cambiare orientamento. Sta emergendo il consenso di mercato secondo cui l’AI non rappresenta il “becchino” del software enterprise, ma potrebbe diventarne la nuova fonte di potere nella determinazione dei prezzi— il prossimo report finanziario metterà alla prova questa narrazione ottimista.
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