I prezzi dell'acciaio negli Stati Uniti raggiungono il livello più alto da oltre quattro anni! Le tariffe più rigide di Trump restringono le importazioni, il settore siderurgico ne beneficia mentre gli sviluppatori di data center sono sotto pressione.
Con l'entrata in vigore delle politiche tariffarie di Trump, i prezzi dell'acciaio negli Stati Uniti sono saliti al livello più alto degli ultimi quattro anni.
Secondo quanto riportato da Golden Ten Data APP, nel contesto delle restrizioni tariffarie imposte dal presidente Trump sull’importazione di forniture estere, il prezzo dell’acciaio negli Stati Uniti ha raggiunto il livello più alto degli ultimi quattro anni — questo ha favorito i produttori nazionali, ma allo stesso tempo ha aumentato i costi per i produttori americani. La bobina laminata a caldo è una delle forme di acciaio più versatili ed è anche il principale indicatore di prezzo di riferimento negli Stati Uniti. Secondo i dati di Fastmarkets, il suo prezzo è aumentato costantemente nell’ultimo anno, crescendo del 52% fino a raggiungere 1.255 dollari per tonnellata corta. L’ultima volta che si era raggiunto questo livello era stato a maggio 2022.
L’inflazione rappresenta una delle principali sfide per il Partito Repubblicano di Trump in vista delle elezioni di metà mandato; questa recente ascesa dei prezzi dell’acciaio mette in evidenza l’effetto dei dazi doganali e degli sforzi compiuti per rilanciare l’industria siderurgica americana. Se da un lato è una buona notizia per gli stabilimenti e per i lavoratori siderurgici statunitensi, dall’altro è diventata un peso per i produttori, costruttori e sviluppatori di data center.
Josh Spoores, responsabile della ricerca sull’acciaio presso la società di dati e consulenza CRU Group, ha affermato che le restrizioni alle importazioni di acciaio, insieme a “politiche commerciali in continua evoluzione con partner chiave come Canada e Messico, hanno portato gli acquirenti a limitare gli ordini di importazione, generando così carenza di offerta”.
Gli Stati Uniti sono un importatore netto di acciaio, ma quest’anno i volumi di fornitura dall’estero sono diminuiti in modo significativo. Secondo l’American Iron and Steel Institute, nei primi nove mesi del 2026 le importazioni di prodotti siderurgici finiti sono calate del 14%, attestandosi attorno a 13 milioni di tonnellate. Di conseguenza, la quota di mercato dell’import nell’ambito nazionale è scesa dal 19% al 16% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Con le acciaierie che riducono la produzione per lavori di manutenzione ordinaria, si prevede che l’offerta interna negli Stati Uniti si restringerà ulteriormente entro la fine dell’anno. Secondo Fastmarkets, tra settembre e dicembre si stima che oltre 1 milione di tonnellate di produzione potrebbero essere interessate.
Secondo l’analisi, gli acquirenti di acciaio dovrebbero aspettarsi un progressivo aumento dei prezzi: il costo del rottame ferroso, materia prima fondamentale per la produzione di acciaio, è già in crescita, e questa dinamica si sta verificando negli ultimi mesi dell’anno, prima del solito. Le trattative per i contratti del 2027 tra produttori e clienti sono attualmente favorevoli agli stabilimenti, e gli sconti potrebbero risultare inferiori rispetto agli ultimi anni.
Le aziende siderurgiche americane, tra cui Nucor (NUE.US), Cleveland-Cliffs (CLF.US) e Steel Dynamics (STLD.US), stanno beneficiando di una dinamica interna più forte e di una concorrenza internazionale indebolita. In quanto principale produttore di questo metallo industriale, Nucor ha visto il proprio titolo crescere di oltre il 50% dall’inizio dell’anno. Il comparto pubblicherà i risultati del terzo trimestre nei prossimi giorni e settimane: secondo gli analisti, le vendite e i profitti saranno entrambi in aumento.
Lo scorso mese, dopo l’annuncio di Trump sulla costruzione nell’Iowa della fabbrica Mesabi Metallics da 15 miliardi di dollari (con avvio previsto attorno alla fine del decennio e una capacità annua di 10 milioni di tonnellate), i titoli siderurgici hanno subito una flessione.
Il prezzo della bobina laminata a caldo negli Stati Uniti è di norma il più alto al mondo e il differenziale rispetto ai mercati internazionali si sta ampliando. Attualmente il suo valore supera di circa due terzi quello europeo, ed è quasi il triplo rispetto alla Cina.
I dazi al 50% imposti da Trump sulle importazioni di acciaio hanno interrotto il commercio con i produttori canadesi. Lo scorso mese Cleveland-Cliffs, una delle più grandi aziende siderurgiche americane, ha annunciato che sospenderà a tempo indeterminato alcune attività della propria controllata canadese Stelco, con possibili ripercussioni su circa 500 lavoratori.
Questa decisione ha scatenato uno scontro con il governo canadese. Quest’ultimo ha minacciato di intraprendere un’azione legale contro Cleveland-Cliffs, affermando che la società non avrebbe rispettato l’impegno occupazionale assunto al momento dell’acquisizione di Stelco nel 2024 per 3,4 miliardi di dollari canadesi (2,4 miliardi di dollari statunitensi).
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