La vendita dei titoli di stato USA spinge i rendimenti ai massimi di decenni Citadel: la crescita economica e gli investimenti in AI intensificano la competizione per il capitale
Citadel Securities ritiene che la recente vendita dei titoli del debito pubblico statunitense e il raggiungimento dei rendimenti ai massimi da decenni non siano principalmente dovuti alla preoccupazione del mercato per un ulteriore peggioramento dell'inflazione, ma piuttosto alla continua robustezza della crescita economica americana, nonché agli investimenti in intelligenza artificiale (AI) e al deficit pubblico che hanno intensificato la competizione per il capitale.
Secondo quanto riportato da Zhihui Finanza APP, Citadel Securities ritiene che la recente svendita dei Treasury statunitensi, con rendimenti saliti ai massimi di diversi decenni, non sia guidata principalmente dai timori del mercato per un ulteriore peggioramento dell'inflazione, bensì dalla continua forza della crescita economica USA, e dalla competizione per il capitale intensificata dagli investimenti nell'intelligenza artificiale (AI) e dal crescente deficit pubblico. L'istituto sottolinea che, anche se l'inflazione dovesse attenuarsi in futuro, ciò potrebbe non essere sufficiente a far scendere sensibilmente i rendimenti dei Treasury americani.
Nohshad Shah, responsabile vendite fixed income EMEA di Citadel Securities, ha affermato in un report ai clienti di lunedì che quasi tutto l'aumento dei rendimenti dei titoli decennali USA registrato a settembre deriva dalla crescita dei rendimenti reali, mentre le aspettative di inflazione del mercato sono rimaste globalmente stabili.
Ciò significa che gli investitori stanno rivalutando la forza e la sostenibilità della crescita economica americana, richiedendo rendimenti reali più elevati corretti per l'inflazione, piuttosto che cercare semplicemente rendimenti più alti come protezione dal rischio inflazionistico.
I rendimenti reali dei Treasury USA salgono: forte economia e investimenti AI intensificano la competizione per il capitale
Shah afferma che l'economia americana attualmente beneficia del sostegno della politica fiscale espansiva, di condizioni finanziarie relativamente accomodanti e di ingenti investimenti nell'AI, tutti fattori che spingono i tassi reali verso l'alto. Sottolinea che il mercato sta “rivalutando la forza e la sostenibilità della crescita economica, oltre al livello di tassi reali necessario per sostenere tale crescita”. In altre parole, ciò che gli investitori domandano sono ritorni reali più elevati dopo l’inflazione, non solo un maggiore premio per il rischio inflattivo.
Questa logica è strettamente legata all’attuale boom di investimenti nell’AI. I maggiori rendimenti potenziali d’investimento incoraggiano le aziende tecnologiche a continuare ad aumentare la spesa per le infrastrutture AI, ma al contempo, finanziare tali investimenti e il persistente deficit fiscale del governo USA aumentano ulteriormente la competizione tra settore privato e settore pubblico per l’accesso ai capitali.
In queste condizioni, il mercato necessita di maggiori risparmi per soddisfare la domanda di fondi, o di attrarre capitali tramite tassi reali più elevati. Pertanto, anche con una pressione inflazionistica in diminuzione, non è detto che i rendimenti dei Treasury americani scendano drasticamente di conseguenza.
Secondo Shah, è proprio per questo che non è incline a dichiarare il picco dei rendimenti dei Treasury basandosi solo sul rallentamento dell’inflazione. Tuttavia, osserva che affinché i rendimenti salgano nettamente dagli attuali livelli, sarebbe necessaria una nuova rivalutazione della crescita economica, delle prospettive di policy o del premio a scadenza.
Previsioni di circa quattro rialzi dei tassi in un anno “ragionevoli”, la persistenza dell’inflazione resta significativa
Per quanto riguarda le prospettive di politica monetaria, Shah ritiene che, dato che l’inflazione resta tenace e la domanda statunitense si mantiene forte, le aspettative attuali del mercato che la Federal Reserve possa aumentare i tassi circa quattro volte nei prossimi 12 mesi siano “ragionevoli”.
È particolarmente preoccupato dal fatto che il supporto fiscale e gli investimenti strategici nell’AI possano rendere una parte della domanda meno sensibile alle variazioni dei tassi. Questo significa che, anche se il costo del credito aumenta, alcuni investimenti e spese potrebbero continuare a crescere, attenuando così l’effetto restrittivo dei tassi elevati sulla domanda economica.
Allo stesso tempo, la tendenza alla deglobalizzazione e le limitazioni dell’offerta nell’economia reale potrebbero rendere difficile una significativa discesa dei prezzi delle materie prime, impedendo così una compensazione efficace della pressione inflazionistica ancora presente nel settore dei servizi.
Di conseguenza, secondo Citadel, l’attuale ambiente dei tassi negli USA non può essere semplicemente letto come “rendimenti in salita per l’inflazione elevata”. La resilienza della crescita economica, l’espansione fiscale e la domanda di fondi derivante dagli investimenti AI rappresentano forze chiave che determinano il livello reale dei tassi di interesse.
Costi di finanziamento in aumento: anche il boom degli investimenti AI sarà messo alla prova
È degno di nota il fatto che la stessa ondata di investimenti nell’AI che spinge i rendimenti reali verso l’alto, potrebbe essere contrastata dal contesto di tassi elevati. Shah stima che quest’anno circa un terzo degli investimenti in capitale delle grandi aziende di cloud computing sia stato finanziato tramite debito. In un contesto di rendimenti reali e costi di finanziamento in aumento, la capacità dei progetti AI di generare flussi di cassa significativi in futuro diverrà sempre più cruciale.
In altre parole, l’ampiezza degli investimenti AI di per sé non sarà sufficiente a sostenere il boom per lungo tempo: le aziende dovranno infine dimostrare che queste spese genereranno ritorni economici adeguati.
In questo contesto, Shah ribadisce la sua preferenza per grandi società di cloud computing come Microsoft (MSFT.US) e la capogruppo di Google, Alphabet (GOOGL.US, GOOG.US). Queste imprese non dipendono esclusivamente dalla vendita di accessi ai modelli AI, ma hanno un portafoglio di attività e canali di monetizzazione più ampio, offrendo così una maggiore resilienza nell’attuale ambiente di costi di finanziamento in aumento.
Shah conclude che il boom dell’AI può sostenere un costo del capitale reale più elevato, ma “non può renderlo irrilevante”.
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