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I negoziati commerciali tra Stati Uniti e India sono in stallo, il ministro delle finanze indiano dichiara: "Abbiamo raggiunto una fase di stabilità" e lo spazio per concessioni è estremamente limitato.

I negoziati commerciali tra Stati Uniti e India sono in stallo, il ministro delle finanze indiano dichiara: "Abbiamo raggiunto una fase di stabilità" e lo spazio per concessioni è estremamente limitato.

华尔街见闻华尔街见闻2026/10/05 19:41
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La ministra delle Finanze indiana, Nirmala Sitharaman, ha dichiarato lunedì che il processo di negoziazione è stato “difficile e rigoroso” e che le due parti hanno ormai raggiunto una “fase di stallo”, rendendo estremamente difficile qualsiasi ulteriore concessione o richiesta. Tuttavia, ha lasciato intendere una certa flessibilità, affermando: “Se ci sarà ancora margine di manovra, entrambe le parti agiranno di conseguenza”. Venerdì scorso, il rappresentante per il commercio degli Stati Uniti, Jamieson Greer, aveva affermato che le trattative erano “nella fase finale”, ma che la firma di un accordo definitivo non era ancora “imminente”.

Funzionari di Stati Uniti e India hanno inviato segnali consecutivi che indicano che i negoziati sull'accordo commerciale bilaterale sono in stallo e che raggiungere un'intesa risulta sempre più difficile.

Lunedì, il Ministro delle Finanze indiano Nirmala Sitharaman ha dichiarato che i negoziati "sono in una fase piatta" e che lo spazio per ulteriori concessioni da entrambe le parti è estremamente limitato. In precedenza, venerdì scorso, il rappresentante commerciale degli Stati Uniti Jamieson Greer aveva affermato che i colloqui sono nella "fase finale", ma che una conclusione definitiva non è "imminente".

L'impatto diretto di questa situazione di stallo sul mercato riguarda il nuovo aumento dell'incertezza sulla tempistica dell'accordo commerciale tra Stati Uniti e India, originariamente molto atteso; settori correlati ai regimi di agevolazione tariffaria e gli investitori nel commercio e negli investimenti transfrontalieri devono rivedere le proprie aspettative.

Inoltre, la minaccia potenziale di dazi sulle importazioni energetiche russe aggiunge ulteriore complessità ai negoziati.

Divergenze nelle posizioni delle due parti

Lunedì, durante la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, Sitharaman ha dichiarato che il processo negoziale è "difficile e rigoroso", le parti sono attualmente in una "fase piatta" e "continuare a concedere o a chiedere potrebbe essere estremamente arduo". Ha tuttavia aggiunto: "Se ci sarà ancora margine di manovra, entrambe le parti lo sfrutteranno".

Venerdì scorso, la posizione di Greer era apparsa invece relativamente ottimista. Ha dichiarato che entrambe le parti hanno identificato tutte le "questioni cruciali" e stanno lavorando per risolverle singolarmente, definendo i negoziati come entrati nella "fase di sprint finale".

Ciononostante, la scorsa settimana, il Ministro del Commercio indiano Piyush Goyal ha incontrato Greer a margine del vertice dei ministri del Commercio del G20; pur descrivendo l'incontro come "produttivo", nessuna delle parti ha annunciato reali progressi concreti.

La questione dell'energia russa come ostacolo chiave

La complessità dei negoziati deriva in gran parte dalla nuova legislazione americana. Questa normativa autorizza il presidente Trump a imporre dazi fino al 100% ai principali acquirenti di petrolio e gas naturale russi, mentre l'India è uno dei maggiori importatori di energia dalla Russia.

Le autorità indiane hanno già lanciato un avvertimento, sostenendo che tali misure non solo potrebbero danneggiare le relazioni bilaterali con gli Stati Uniti, ma anche destabilizzare il mercato energetico globale.

Negli ultimi 18 mesi, le relazioni tra Stati Uniti e India sono state già messe sotto pressione da questo tema. Trump aveva imposto dazi punitivi all'India per l'acquisto di petrolio russo, salvo poi annullarli, generando una perdita di fiducia reciproca tramite questi ripetuti dietrofront.

Relazioni bilaterali più ampie sottoposte a prova

Contemporaneamente, le tensioni politiche tra i due Paesi continuano ad accumularsi. Trump ha più volte affermato di aver favorito il cessate il fuoco durante il breve conflitto armato tra India e Pakistan nel maggio 2025, ma Nuova Delhi ha sempre negato questa versione dei fatti.

La scorsa settimana, Trump e il Primo Ministro indiano Modi hanno avuto il loro primo colloquio telefonico dal giugno di quest’anno, affrontando temi quali commercio, energia, difesa e minerali strategici; resta tuttavia diffuso scetticismo sulla reale capacità di questa conversazione di imprimere una svolta ai negoziati.

Domenica, il Ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar ha espresso durante la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco una critica verso la direzione presa dalla politica estera degli Stati Uniti, osservando la situazione da una prospettiva più ampia.

Ha affermato che la caratteristica principale dell’attuale assetto internazionale è la "radicale riposizionamento" degli Stati Uniti, sottolineando che gli Stati Uniti "hanno scelto selettivamente di diventare una potenza più isolata".

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