La compagnia petrolifera nazionale norvegese afferma che la volontà di firmare contratti da parte dei clienti europei è in aumento.
智通财经2026/10/06 08:06⑴ L’amministratore delegato della compagnia petrolifera nazionale norvegese ha dichiarato che si osserva un crescente interesse nella stipula di contratti a lungo termine per il gas naturale. ⑵ Alcuni clienti europei del gas hanno già firmato contratti validi fino agli anni 2040. ⑶ Questo dimostra che gli acquirenti europei, per motivi di sicurezza dell’approvvigionamento, preferiscono garantirsi fonti di gas a lungo termine. ⑷ Lo stesso amministratore delegato ha aggiunto che la compagnia sta collaborando strettamente con le autorità norvegesi e con la NATO per proteggere i gasdotti e comprendere i rischi correlati alla rete. ⑸ La sicurezza delle infrastrutture e la stabilità della fornitura sono diventati fattori chiave nel mercato europeo del gas. ⑹ In futuro, sarà importante monitorare l’entità dei contratti a lungo termine firmati e l’impatto che gli sviluppi relativi alla sicurezza dei gasdotti potrebbero avere sui prezzi del gas in Europa.
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Prospettive sui Titoli di Stato USA: i rendimenti delle aste a 10 e 30 anni potrebbero raggiungere il massimo degli ultimi 26 anni
(1) Secondo l'opinione di un'istituzione, i rendimenti delle aste dei titoli del Tesoro USA a 10 e 30 anni si trovano ai livelli più alti degli ultimi 26 anni e potrebbero già rappresentare il picco per il 2026 o addirittura il 2027. (2) Nelle aste di settembre, la domanda straniera ha raggiunto un record, quando i rendimenti erano circa 40-50 punti base inferiori rispetto ad oggi, rendendo quindi i rendimenti attuali ancora più elevati. (3) L'istituzione mostra una preferenza tattica per posizioni long in prossimità del 5,29% sui decennali, con l'intenzione di aumentare l'esposizione sui ribassi per costruire una posizione strategica long. (4) I rendimenti dei Treasury americani sono scesi, con il decennale in calo di quasi 5 punti base, mentre i cambiamenti nella situazione in Medio Oriente hanno attenuato il premio per il rischio geopolitico sul petrolio. (5) L'azione diretta dell'Arabia Saudita contro le forze armate yemenite, insieme al ripristino dei flussi petroliferi attraverso lo Stretto di Hormuz su livelli prossimi a quelli precedenti al conflitto, hanno indebolito due pilastri fondamentali del premio di rischio sui prezzi del petrolio. (6) Se il petrolio dovesse scendere e chiudere sotto la trendline a 87,50 dollari al barile, si potrebbe confermare un ulteriore indebolimento tecnico, con attenzione alle aree di 86,40 e 85,30 dollari. (7) I prodotti raffinati, soprattutto il diesel, rimangono una variabile; la normalizzazione dei flussi petroliferi non si riflette ancora sui prodotti raffinati e potrebbe esserci un'ultima fiammata dei prezzi. (8) Un potenziale sistema tropicale lungo la costa del Golfo rappresenta un rischio di coda a breve termine, dato che in Louisiana la capacità di raffinazione è di circa 3 milioni di barili al giorno. (9) Un forte calo dei prezzi del petrolio potrebbe aprire la strada a un'inversione rialzista dei Treasury americani, e l'istituzione prevede che il rendimento a 10 anni possa dirigersi al 4,85%. (10) Con l'avvicinarsi delle elezioni di metà mandato, crescono le motivazioni politiche in USA ed Europa per aumentare l'offerta energetica e promuovere accordi in Medio Oriente, mentre i tassi elevati aggravano la pressione su immobili, auto e credito alle imprese. (11) Qualora il petrolio dovesse scendere, il premio inflazionistico nei Treasury potrebbe svanire rapidamente, e la narrazione della Federal Reserve potrebbe passare dall'attesa di altri 2-4 rialzi dei tassi a un unico ulteriore aumento come conclusivo. (12) Pertanto, le aste di questa settimana dei Treasury a 10 e 30 anni appaiono più come un'opportunità che una minaccia in termini di offerta: se il petrolio dovesse arretrare, i rendimenti storici delle aste attuali potrebbero rapidamente segnare il massimo ciclico.
Cosa osservare nei mercati americani martedì (ora di Pechino)
⑴ 20:15 Dati settimanali sulle variazioni dell’occupazione ADP. ⑵ 20:30 Dati sulla bilancia commerciale degli Stati Uniti. ⑶ 21:05 Discorso del Presidente della Federal Reserve di New York, Williams. ⑷ 22:00 Indice di ottimismo economico RCM/TIPP. ⑸ 22:45 Discorso della Vicepresidente della Federal Reserve, Bowman. ⑹ 23:30 Asta di titoli di Stato statunitensi a 6 settimane per un valore di 95 miliardi di dollari. ⑺ Giorno successivo 01:00 Asta di titoli di Stato statunitensi a 3 anni per un valore di 58 miliardi di dollari. ⑻ Giorno successivo 01:15 Discorso della Presidente della Federal Reserve di Kansas City, Schmid. ⑼ Giorno successivo 02:00 Operazione di riacquisto di titoli del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti. ⑽ Giorno successivo 04:30 Dati sulle scorte settimanali di petrolio greggio API. ⑾ Giorno successivo 07:00 Discorso della Presidente della Federal Reserve di Dallas, Logan. ⑿ Focus sui report finanziari di RPM, Lamb Weston, Constellation Brands e Penguin Solutions.
Il vertice della Banca Centrale Europea potrebbe essere sostituito anticipatamente, la pressione sui titoli francesi rischia di diventare ancora più difficile da risolvere.
(1) Secondo alcune opinioni, se la Francia dovesse nuovamente diventare il punto focale del rischio nella zona euro, la Banca Centrale Europea sarebbe chiamata a intervenire su larga scala, ma il prossimo avvicendamento ai vertici potrebbe innalzare la soglia per tali azioni. (2) Le speculazioni su una possibile partenza anticipata di Lagarde sono emerse già a inizio anno; il suo mandato era originariamente previsto fino all’ottobre 2027. La pubblicazione delle sue memorie, programmata per gennaio prossimo, è stata interpretata come un indizio. (3) Se dovesse lasciare prima della fine dell’anno, l’ex governatore della banca centrale olandese Knot e il governatore della Bundesbank Nagel sono considerati i principali candidati alla successione; entrambi sarebbero più prudenti riguardo interventi non convenzionali. (4) Lo stallo sul bilancio francese e le preoccupazioni per le elezioni presidenziali dell’aprile prossimo sono in fermento da oltre un anno e gli investitori sembrano considerare il quarto trimestre del 2026 come punto di partenza per una significativa rivalutazione dei prezzi. (5) Se il bilancio 2027 non dovesse essere approvato, il rapporto tra il deficit annuo francese e il PIL potrebbe salire circa al 6,5%, mentre il debito complessivo supererebbe la previsione di circa 120% di fine 2024. (6) La scorsa settimana, il premio di rischio sul decennale francese rispetto al tedesco di pari scadenza ha raggiunto il massimo degli ultimi 15 anni, circa 150 punti base, avvicinandosi ai livelli dell’ultima crisi dei debiti sovrani nell’eurozona. (7) Il clima di avversione al rischio ha già iniziato a propagarsi, con l’allargamento degli spread su titoli di Stato italiani e spagnoli, mentre i capitali si riversano sui Bund tedeschi e persino sul franco svizzero. (8) Se la situazione in Francia resterà irrisolta e le tensioni di mercato peggioreranno, l’attenzione si sposterà sulla Banca Centrale Europea; il primo passo potrebbe essere una sospensione di ulteriori rialzi dei tassi, dal momento che il mercato non si attende più incrementi a ottobre. (9) Tuttavia, rimandare la stretta monetaria non risolverebbe i problemi di fondo: la BCE potrebbe dover ricorrere allo Strumento di Protezione della Trasmissione (TPI) creato nel 2022 ma mai utilizzato, per cui servirebbero tempo e consenso per inviare un segnale anticipato. (10) Un’altra opzione sarebbe interrompere il quantitative tightening, ma i 6,6 trilioni di euro residui in titoli rappresentano ancora circa il 44% del PIL della zona euro, ponendo una soglia ancora più alta per i falchi. (11) Gli strateghi di Barclays prevedono che la BCE aspetterà che i piani fiscali francesi post-elezioni siano più chiari prima di intervenire, soprattutto se la vincitrice sarà la candidata di estrema destra Le Pen. (12) In caso di partenza anticipata di Lagarde quest’anno, è possibile che siano i falchi a prendere il controllo, con conseguenti maggiori difficoltà nel costruire consenso; la questione del suo futuro necessita di una sempre più urgente chiarificazione.