Gli agenti AI inaugurano una nuova era nel settore dei pagamenti! Bernstein: Visa (V.US), Mastercard (MA.US) ecc. affrontano nuove opportunità
Bernstein ritiene che, nell'evoluzione della commercializzazione degli agenti, i pagamenti potrebbero diventare ancora più strategici e la prossima grande battaglia nel settore dei pagamenti potrebbe presto iniziare.
Secondo quanto riportato da Zhitongcaijing APP, la banca d'investimento Bernstein ha pubblicato di recente un rapporto di ricerca in cui evidenzia che Meta (META.US) ha inaugurato una nuova era degli agenti intelligenti consumer di intelligenza artificiale (AI) con il lancio di Muse, dando il via a un nuovo round di competizione. Secondo Bernstein, nel processo di evoluzione della monetizzazione degli agenti intelligenti, i pagamenti potrebbero assumere un’importanza strategica ancora maggiore, aprendo la strada a una nuova grande sfida nel settore dei pagamenti.
Bernstein sottolinea che, con l'accelerazione della monetizzazione degli agenti intelligenti, i sistemi di pagamento stanno a loro volta facendo progressi. Muse viene già utilizzato per eseguire una varietà di compiti: fare acquisti (Meta afferma che questo sta rapidamente diventando uno dei principali driver di utilizzo), tracciare i prezzi dopo la prenotazione di voli e hotel, fissare appuntamenti, pulire la casella di posta elettronica e abbinare gli outfit.
Tuttavia, l'esperienza di pagamento tramite agenti intelligenti rimane al momento un po' goffa. Muse, al momento del checkout, utilizza Link di Stripe o Shop Pay per compilare la pagina di checkout del commerciante. La startup di agenti AI Instinct dichiara che il 40% dei suoi utenti condivide la propria carta di credito entro tre settimane, ma i suoi primi utenti sono probabilmente più vicini alla tecnologia e con un reddito superiore rispetto ai consumatori medi.
La questione fondamentale circa l’AI agent consumer nell’ambito dei pagamenti riguarda chi controllerà il pagamento, la responsabilità e il framework di gestione delle controversie in un mondo dominato dagli agenti intelligenti. Quale sarà il ruolo delle reti di pagamento e dei PSP (fornitori di servizi di pagamento, come Stripe, Adyen, ecc.)? Questo scenario porterà a nuove opportunità di entrate incrementali (per esempi V/MA, Adyen, Stripe), oppure la crescente astrazione o tokenizzazione dei pagamenti renderà alcune società di elaborazione pagamenti a rischio di “commoditization”?
La fiducia rimane un grosso ostacolo alla monetizzazione degli agenti intelligenti: solo il 23% dei consumatori statunitensi afferma di fidarsi dell'AI generativa per gestire i pagamenti al posto loro. I modelli di business tradizionali sono stati pensati per prevedere “l’essere umano nel processo”. In un mondo dove gli agenti intelligenti possono scansionare Internet, compilare moduli e acquistare prodotti, emergono diverse questioni di fiducia: come si può sapere se un agente è “affidabile”? Come implementare la programmabilità delle transazioni? Come effettuare l’autenticazione (come la doppia autenticazione europea, cioè 2FA)? Come garantire il consenso e l'intenzionalità dell'utente? Come delineare una cornice di responsabilità? Come gestire le controversie? Come ridurre i rischi di frode? Come gestire i chargeback? Come tracciare un audit trail? Come ottimizzare le diverse modalità di pagamento? Come personalizzare l’esperienza? E infine, come affrontare la frammentazione degli standard e delle tecnologie?
La lotta per il controllo delle transazioni degli agenti intelligenti
Una vera e propria “guerra di tira e molla” è destinata a scoppiare sul controllo delle transazioni degli agenti intelligenti e sulla gestione delle credenziali/token di pagamento.
Gli agenti intelligenti aggiungono una complessità alle transazioni molto superiore rispetto al passato. Nell’era commerciale dell’agente intelligente, fiducia e governance saranno fondamentali (ancora di più rispetto all’e-commerce tradizionale) e molto impegnative — chi sarà in grado di offrire credenziali/token agenti nonché relativi meccanismi di governance ne beneficerà enormemente.
A onor del vero, ad oggi l’agente intelligente nel commercio elettronico rappresenta ancora una quota irrelevante, ma la crescita è rapida e le società di pagamento si stanno preparando a un mondo dominato dagli agenti intelligenti.
Sia Visa (V.US) che Mastercard (MA.US) hanno già lanciato token per agenti intelligenti (Visa Intelligent Commerce, Mastercard Agent Pay), inserendo nei token più dati e contesto (per esempio, informazioni più dettagliate sul tipo di transazione, luogo di utilizzo del token e identità del pagatore), insieme a meccanismi di sicurezza basati sulla storia comportamentale e varie configurazioni.
In questa fase non è ancora chiaro il livello di adozione di questi prodotti e se le istituzioni emittenti stiano partecipando attivamente (ad esempio in merito al controllo degli agenti e ai framework di responsabilità). In ogni caso, il 100% delle transazioni agent-based verrà tokenizzato (ma non necessariamente utilizzando token specifici per agenti). Nel frattempo, già un anno fa Stripe ha presentato token di pagamento sicuri (Secured Payment Tokens, SPT) pensati per le transazioni degli agenti.
Da notare che, attualmente, Muse o Instinct potrebbero non utilizzare ancora i token “dedicati agli agenti” di Visa e Mastercard, ma ricorrere invece a Link o carte virtuali monouso — questo significa che le reti di pagamento continuano ad accedere a queste transazioni ma non beneficiano dei margini più elevati dei token “agent”, che in futuro potrebbero costituire un canale privilegiato per i servizi agente. Le transazioni Muse sono inoltre protette dal sistema di acquisto sicuro di Link.
Curiosamente, Visa lo scorso luglio aveva annunciato una partnership con Meta per utilizzare i token agent all’interno di Facebook e Instagram, ma non si trovano dati specifici su una collaborazione con Muse.
La capacità delle reti di pagamento di conquistare una posizione dominante tramite i “token agent” nelle transazioni degli agenti potrebbe dipendere, infine, da due parole: shift di responsabilità (liability shift). Anche se altri token fossero tecnologicamente avanzati, le reti di pagamento avranno comunque un ruolo chiave nella gestione delle controversie e del framework di responsabilità — aspetto che potrebbe risultare cruciale nel commercio agent-based.
Lezioni dalla storia?
La competizione per i token agent può ricordare la guerra dei token del 2014. Dodici anni fa, con il lancio di Apple Pay, Visa e Mastercard avevano creato i propri servizi di token. Si era allora assistito a un’intensa competizione su chi avrebbe avuto il controllo dei token — tra reti di pagamento, emittenti e PSP.
Oggi, pur esistendo varie tipologie di token, quelli delle reti di pagamento sono largamente adottati e rappresentano il 60% delle transazioni e-commerce. La tokenizzazione ha dato alle reti di pagamento un vero vantaggio, permettendo loro di distribuire servizi tramite i propri canali come valutazioni antifrode, aggiornamenti automatici delle credenziali, configurazione di push provisioning per gli esercenti, ecc. Adesso stanno iniziando a monetizzare questi servizi e il potenziale di crescita ulteriore è ancora ampio.
Un potenziale mercato enorme
Il margine di ricavo potenziale è molto ampio. Attualmente, Stripe applica una commissione di 0,15 centesimi di dollaro su SPT. Qualora i token degli agenti si diffondessero realmente, i network potrebbero distribuire i propri servizi tramite questi token. In uno scenario ottimistico, se le transazioni agent-based arrivassero a coprire una cifra a singola cifra percentuale del totale delle transazioni consumer, questo porterebbe a una crescita di alcuni punti percentuali per le reti di pagamento.
Cosa tenere d’occhio?
I fattori chiave da monitorare includono: l’integrazione dei sistemi da parte di emittenti e merchant (non solo attivazione di default); la stagione degli acquisti festivi (e l’adozione degli agenti); nuove partnership di piattaforma; la possibilità che Google o la Muse di Meta implementino token agent specifici; esperienze agent bank-driven (per esempio Amex, Chase).
A proposito (e questo conta anche come nota per le piattaforme), i più recenti prodotti agent-based non consentono agli agenti di controllare i pagamenti dei merchant (né di assumere il ruolo di Merchant of Record); tale modello è, infatti, ancora molto complesso. Questi prodotti puntano invece principalmente a offrire ai consumatori modalità frictionless per eseguire compiti e acquisti (ad esempio Muse completa i pagamenti tramite Link o carte virtuali monouso).
Esistono grosse criticità nell’integrazione con i sistemi merchant e acquisire il controllo sull’esperienza di checkout dei merchant comporta sfide significative, tra cui la gestione del tasso di conversione, il pricing in tempo reale, il post-vendita, la sincronizzazione di cataloghi e inventario dei prodotti, la gestione di loyalty e scontistiche, l’evasione ordini e la multi-basket shopping.
Impatto sugli investimenti
Bernstein ritiene che il settore dei pagamenti ne uscirà vincitore, anziché perdente, e che, con gli agenti AI consumer, i pagamenti possano diventare sempre più strategici.
Uno scenario possibile è che i consumatori, in futuro, effettuino più transazioni tramite agenti (con carrelli più piccoli e una maggiore scoperta di prodotti di nicchia), a tutto vantaggio dei sistemi di pagamento, inclusi i network delle carte.
Inoltre, gli agenti possono spingere ulteriormente la penetrazione dell’online in servizi complessi e in alcune categorie retail. Questo può sembrare meno intuitivo, ma una maggiore penetrazione dell’e-commerce favorisce solitamente i circuiti delle carte, grazie anche al maggior tasso di adoption online e dei servizi a valore aggiunto (VAS).
Gli agenti AI per i consumatori possono anche portare una complessità aggiuntiva nell’identificazione/validazione agent, nella gestione dell’intenzionalità consumer, nelle dispute, nelle card dedicate/limiti agent, ecc. — offrendo dunque opportunità di differenziazione e servizi a valore aggiunto per V/MA e fornitori di pagamento (come Stripe, Adyen, Checkout).
Va notato che il 100% delle transazioni agent sarà tokenizzato (il che significa che V/MA potranno ottenere ricavi più elevati per ogni transazione, nonché ulteriori canali per la distribuzione dei propri servizi). Nel prossimo futuro potrebbero anche emergere transazioni agent-to-agent, le quali richiederanno una gamma di servizi ancora più ampia, rappresentando così un vantaggio competitivo.
Bernstein riflette da tempo su questo tema e ritiene che wallet digitali come PayPal si trovino in una posizione interessante nell’ambito degli agenti AI consumer, potendo esercitare scelte strategiche nel caso in cui gli agenti faticassero ad adottare modelli redditizi.
Da un lato, se gli agenti dovessero gestire i pagamenti al posto delle persone — continueranno davvero a preoccupare le frizioni della guest checkout? Dall’altro lato, wallet bilaterali come PayPal (PYPL.US) possono rafforzare la propria value proposition ampliando aspetti quali fiducia, protezioni, prevenzione frodi, gestione dispute e offrendo strumenti per trovare risparmi, premi e servizi personalizzati, oltre a ottimizzare la modalità di pagamento (ad esempio, scegliendo tra BNPL, carta di credito/debito).
Anche operatori buy-now-pay-later (BNPL) come Affirm (AFRM.US) e Klarna (KLAR.US) potrebbero trovarsi in una posizione favorevole, specialmente nell’ambito di prestiti a interessi per clienti quasi prime/subprime (incluse penali per ritardi), concessione di credito dinamica (sarà negoziabile con gli agenti?), prestiti a tasso zero per clientela prime e trasparenza dei termini.
Nel rapporto, Bernstein attribuisce ai titoli Visa, Mastercard, Affirm, Adyen (ADYEY.US), Block (XYZ.US) e Toast (TOST.US) una valutazione “outperform”; mentre PayPal, FIS (FIS.US), Fiserv (FISV.US), Global Payments (GPN.US) e Klarna ottengono il rating “inline”.

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