Il rendimento dei Treasury USA a 10 anni supera il 5,14%, il rimbalzo delle azioni tecnologiche riduce la domanda di beni rifugio, le aspettative di un nuovo rialzo dei tassi della Federal Reserve tornano a crescere.
Con il forte rimbalzo delle azioni tecnologiche statunitensi che ha indebolito la domanda di asset rifugio, lunedì i titoli di Stato americani sono generalmente scesi, facendo salire i rendimenti delle obbligazioni statunitensi di varie scadenze di 6-8 punti base.
Secondo quanto riportato da Zhitong Finance APP, con il forte rimbalzo dei titoli tecnologici statunitensi che ha ridotto la domanda di asset rifugio, i Treasury USA sono generalmente scesi lunedì, spingendo i rendimenti dei bond a lungo termine in aumento di 6-8 punti base. In particolare, il rendimento dei Treasury decennali è salito di oltre 6 punti base al 5,14%, avvicinandosi ai massimi pluriennali recenti. Nel frattempo, i trader hanno nuovamente aumentato le scommesse su un rialzo dei tassi della Federal Reserve il prossimo anno e continuano a prevedere un aumento di 25 punti base a dicembre.
Lunedì, dopo una forte svendita la settimana precedente, i titoli tecnologici statunitensi hanno rimbalzato, le azioni legate all’intelligenza artificiale (AI) sono tornate al centro dell’attenzione degli investitori e il Nasdaq 100 è salito dell’1,2%. In precedenza, l’indice aveva registrato la maggior flessione settimanale dal 2025 aprile, portando temporaneamente i flussi di capitale nel mercato dei Treasury USA come copertura contro la caduta delle borse.
Gennadiy Goldberg, responsabile della strategia sui tassi USA presso TD Securities, ha dichiarato che, dato il recente andamento altalenante del mercato, le posizioni degli investitori restano fragili, portando molti ad adottare un atteggiamento attendista, il che amplifica ulteriormente la volatilità quotidiana del mercato.
Nell’ultima settimana sono cambiati significativamente i principali fattori di traino del mercato dei Treasury. In precedenza, la forte flessione dei titoli tecnologici aveva generato una domanda di copertura che sosteneva i prezzi dei bond, portando gli investitori a ignorare temporaneamente i rischi inflazionistici derivanti dall’aumento del prezzo del petrolio. Tuttavia, con il rimbalzo delle azioni tecnologiche, il focus del mercato è tornato sui prezzi dell’energia e sulle future politiche di tasso della Fed.
Lunedì, il rincaro del petrolio ha ulteriormente aumentato la pressione di vendita sui Treasury. Il future statunitense sul West Texas Intermediate (WTI) è salito del 2,2%, chiudendo al livello più alto dell’ultimo mese; il Brent, riferimento internazionale, ha toccato un massimo a cinque mesi durante la seduta, ma ha chiuso in calo.
Dall’attacco degli Stati Uniti all’Iran a fine febbraio, la fornitura di petrolio in Medio Oriente è stata disturbata, spingendo i prezzi internazionali del petrolio a forti aumenti e diventando un fattore importante sull’andamento dei rendimenti dei Treasury. Il continuo aumento dei prezzi dell’energia sta facendo salire l’inflazione negli USA, inducendo la Federal Reserve a un primo rialzo dei tassi dal 2023.
Tuttavia, il recente crollo dei titoli tecnologici ha temporaneamente attenuato i timori legati all’inflazione, indebolendo il collegamento fra Treasury e greggio che aveva caratterizzato i mesi precedenti. Con la stabilità e il rimbalzo dei mercati azionari, gli investitori tornano a preoccuparsi per prezzi del petrolio persistentemente alti che potrebbero mantenere elevata l’inflazione e spingere la Fed a una politica monetaria più restrittiva.
Recentemente, UBS ha alzato il target di fine anno per il rendimento del Treasury decennale USA al 5,2%. La banca ha spiegato che la revisione si basa su tre fattori: la futura politica della Fed potrebbe essere più aggressiva, il margine di miglioramento a breve termine dell’inflazione è limitato e le previsioni sul trend dei prezzi del petrolio sono state ulteriormente riviste al rialzo.
Al momento, il mercato prevede ancora che la Fed aumenterà i tassi di 25 punti base a dicembre, ma ci sono opinioni divergenti rispetto al possibile rialzo nella prossima riunione del 28 ottobre. I mercati dei tassi riflettono una probabilità di rialzo a ottobre di circa il 20%. I dati sull’inflazione USA di settembre, usciti sopra le attese, hanno spinto temporaneamente le previsioni di rialzo a superare il 50%, ma a seguito della successiva flessione di Wall Street, queste scommesse si sono raffreddate progressivamente.
Alcuni strategist obbligazionari ritengono che esista ancora possibilità di rimbalzo a breve termine per i Treasury USA. Se la Fed dovesse mantenere invariati i tassi nella riunione di ottobre, il mercato potrebbe ridurre ulteriormente le scommesse su rialzi a breve termine, spingendo verso l’alto i prezzi dei bond a breve termine.
Oltre ai cambiamenti nelle aspettative delle borse e delle politiche monetarie, anche l’attività di emissione di corporate bond statunitensi esercita pressione sul mercato dei Treasury.
Goldberg ha sottolineato che diversi grandi gruppi hanno emesso obbligazioni lunedì, attirando parte dei capitali che altrimenti sarebbero confluiti nei Treasury USA. Tra questi, Walmart (WMT.US) ha lanciato un’emissione obbligazionaria a sorpresa per sostenere l’espansione delle proprie attività; Kimberly-Clark (KMB.US) ha emesso bond come previsto per finanziare l’acquisizione del produttore di Tylenol, Kenvue (KVUE.US).
Si apprende che Kimberly-Clark deve raccogliere circa 7 miliardi di dollari in contanti per l’acquisizione, e anche Walmart è alla ricerca di fondi per aumentare le spese in investimenti. L’aumento dell’offerta di corporate bond amplia le alternative di investimento a reddito fisso, indebolendo ulteriormente la domanda per i Treasury.
Nel frattempo salgono anche i rendimenti delle obbligazioni governative europee, esercitando una pressione aggiuntiva sui Treasury statunitensi. In particolare, i bond francesi guidano il calo del mercato obbligazionario europeo, con il rendimento dei decennali balzato di 14 punti base lunedì fino quasi al 4,95%, massimo dal 2002.
In Francia nel weekend sono scoppiate rivolte legate al caro vita, accrescendo le preoccupazioni del mercato sulle prospettive politiche e fiscali del Paese. Data l’ampiezza del deficit francese all’interno dell’area euro, gli investitori temono anche che Moody’s possa declassare il rating del debito sovrano francese questo venerdì.
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