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Goldman Sachs calcola la scommessa sull'intelligenza artificiale: i sei grandi colossi dovranno guadagnare 1,42 trilioni di dollari in più tra il 2028 e il 2030 per sostenere un ROIC del 15%.

Goldman Sachs calcola la scommessa sull'intelligenza artificiale: i sei grandi colossi dovranno guadagnare 1,42 trilioni di dollari in più tra il 2028 e il 2030 per sostenere un ROIC del 15%.

智通财经智通财经2026/09/25 13:26
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Per:智通财经

Recentemente, Goldman Sachs ha pubblicato un rapporto di ricerca sull'industria tecnologica degli Stati Uniti, al fine di stimare e dimostrare la ragionevolezza del ROIC derivante dai capitali investiti nell'AI dagli hyperscaler del cloud, determinando la scala economica dell'AI necessaria.

Secondo quanto riportato da "App Finanziaria Zhitong", Goldman Sachs ha recentemente pubblicato un rapporto di ricerca sul settore tecnologico statunitense, calcolando la dimensione economica dell’AI necessaria per garantire la ragionevolezza del ROIC degli investimenti in capitale da parte dei principali cloud provider statunitensi. Il rapporto si concentra sulle principali controversie del mercato: i principali cloud provider statunitensi stanno investendo massicciamente nelle capacità di calcolo per l’AI e l’enorme spesa in conto capitale potrà garantire ritorni adeguati in futuro? Goldman Sachs ha creato un modello quantitativo per effettuare stress test sui rendimenti degli investimenti in capacità di calcolo di Google, Amazon, Microsoft, Meta, Oracle e SpaceX nel periodo 2026-2027, offrendo un punto di riferimento sulle prospettive di profittabilità degli investimenti in infrastrutture AI.

Goldman Sachs ritiene che, di fronte alla crescita esplosiva della domanda di capacità di calcolo dovuta all’aumento del consumo di Token nei large model, i principali cloud provider statunitensi stiano affrontando cambiamenti significativi sull’intensità del capitale, per adattarsi alla trasformazione industriale guidata dall’AI. Questi ingenti investimenti sono dettati sia dalla reale domanda attuale (il mercato è attualmente in una situazione di squilibrio tra domanda e offerta), sia dalla necessità di soddisfare la domanda futura di capacità di calcolo da parte dei clienti chiave.

Osservando il mercato di quest’anno, soprattutto considerando la recente stagione delle trimestrali, la comprensione di questo tema da parte del mercato si è chiaramente approfondita. Dai dati di bilancio e dalle dichiarazioni dei management emerge che gli investitori stanno raggiungendo due consensi:

(a) I principali cloud provider possono contare sugli investimenti in capitale del periodo 2023-2025 per ottenere ritorni sugli investimenti significativi, o addirittura superiori alle aspettative, grazie alle entrate incrementali e ai flussi di cassa operativi;

(b) Spinti dalla tensione nell’offerta di capacità di calcolo e dalla domanda finale in accelerazione, i cloud provider stanno iniziando un nuovo ciclo di investimenti in capitale per il biennio 2026-2027, con i prezzi attuali dei servizi di capacità di calcolo che risultano significativamente superiori alle ipotesi di prezzo di riferimento di lungo periodo della banca.

Pertanto, negli ultimi mesi il focus del dibattito del mercato si è spostato su questioni più a lungo termine: che ritorni potranno generare, tra il 2028 e il 2030, questi investimenti in capitale previsti per il biennio 2026-2027? Inoltre, quale può essere il benchmark di riferimento in termini di ROIC per gli investimenti precedenti?

Goldman Sachs, all’interno del rapporto, ha costruito un framework analitico per calcolare quale dovrà essere la nuova dimensione del mercato dell’AI affinché i principali cloud provider statunitensi possano raggiungere un ROIC di riferimento rispetto agli investimenti attuali. Il punto centrale è stimare quale soglia di ricavi serve per far sì che i principali cloud provider statunitensi ottengano un ROIC annualizzato del 15% dalla seconda fase degli investimenti in capacità di calcolo AI (2026-2027).

Sulla base di una serie di ipotesi: circa 42 miliardi di dollari d’investimento iniziale per GW di capacità di calcolo; il 70% della spesa in conto capitale dedicato all’hardware e il 30% alle infrastrutture di data center; regole conservative negli ammortamenti e ulteriori ipotesi sui costi operativi. I risultati mostrano che i sei principali cloud provider statunitensi (Alphabet, Amazon, Microsoft, Meta, Oracle, SpaceX) dovranno generare, tra il 2028 e il 2030, un ricavo cumulato di circa 1.420 miliardi di dollari (ossia circa 11,6 miliardi di dollari di ricavi per GW di capacità ogni anno) per superare la soglia del 15% di ROIC.

Sebbene l’espansione massiccia degli investimenti in conto capitale possa comprimere i rendimenti immediati (con una pressione sui risultati a breve termine), la banca ritiene che questa ondata di investimenti presenti livelli di ROIC attraenti, che si concretizzeranno gradualmente nei bilanci nel medio-lungo periodo. In altre parole, il temporaneo calo dei rendimenti è una conseguenza naturale dei grandi cicli di investimento anticipati e non implica che vi siano difetti strutturali nei modelli di business dell’AI.

In precedenti rapporti di Goldman Sachs sull’economia dei Token, sulle prospettive dell’AI lato consumer e sul percorso dell’AI corporate, è stato già illustrato che la variazione delle quote di mercato e la diminuzione nel prezzo dei Token, al contrario, favoriranno una maggiore penetrazione dell’AI, espandendo gli scenari applicativi sia per i consumatori che per le aziende. Al momento, l’attenzione del mercato è rivolta in particolare all’evoluzione dei provider leader dei modelli AI di base – inclusa la quota di mercato e la capacità di pricing dei modelli proprietari rispetto a quelli open source nella sezione calcolo. Tuttavia, secondo la banca, il vero determinante della dimensione e dei confini dell’economia dell’AI è il rapporto qualità-prezzo della capacità di calcolo.

Numerosi agenti intelligenti con differenti modelli e livelli di capacità si stanno diffondendo lungo la curva value for money, sbloccando scenari applicativi che vanno dall’intelligenza “commoditizzata e a basso costo” (soggetta a forti pressioni deflazionistiche sui prezzi) all’intelligenza più avanzata con maggiore resilienza sui prezzi; ciò sosterrà anche gli investimenti attuali dei provider di infrastrutture di calcolo.

In sintesi, non tutti i Token garantiscono lo stesso rendimento commerciale, né ogni investimento in capitale genera lo stesso ritorno. Tuttavia, considerando l’ampio potenziale di mercato dei prossimi 3-5 anni, la banca giudica che gli investimenti che verranno realizzati nei prossimi 18 mesi possano fornire complessivamente buoni livelli di ritorno.

Questa previsione trova conferma anche nella conferenza Goldman Sachs Communacopia Technology, durante la quale le aziende partecipanti hanno lanciato tre messaggi chiave:

(a) il settore è passato dalla fase sperimentale di AI a quella dell’implementazione concreta; (b) i ritorni generati dall’incremento nell’efficienza e il ciclo di iterazione dei prodotti stanno accelerando; (c) le aziende stanno passando dal massimizzare il consumo di Token all’ottimizzazione del rapporto input/output dei Token, per migliorare il proprio livello di ritorno, il che suggerisce che la penetrazione dell’AI lato enterprise crescerà ulteriormente (la diffusione dell’AI nelle imprese stimolerà direttamente i ricavi dei cloud provider e il profitto operativo associato agli investimenti in capitale effettuati).

Inoltre, sono stati recentemente lanciati diversi prodotti AI per il consumer (in particolare Muse di Meta), segnando una nuova fase per l’AI consumer: dalle soluzioni di interazione conversazionale si sta passando a prodotti guidati da agenti intelligenti in grado di eseguire operazioni. L’ampliamento della scala di queste piattaforme di agenti intelligenti (ed è probabile che altri grandi player seguiranno l’esempio di Meta nel posizionamento delle piattaforme AI lato consumer) aumenterà la domanda di capacità di calcolo nel medio-lungo termine; i modelli di monetizzazione associati arriveranno progressivamente, tra abbonamenti, pubblicità, e-commerce e altro, e i confini tra questi modelli si stanno progressivamente integrando, diventando così il motore principale della crescita dei ricavi futuri.

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Esclusione di responsabilità: il contenuto di questo articolo riflette esclusivamente l’opinione dell’autore e non rappresenta in alcun modo la piattaforma. Questo articolo non deve essere utilizzato come riferimento per prendere decisioni di investimento.

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