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Promemoria sul trading dell’oro: i verbali della FOMC stanno per essere pubblicati, il conflitto tra rialzisti e ribassisti sull’oro verrà risolto?

Promemoria sul trading dell’oro: i verbali della FOMC stanno per essere pubblicati, il conflitto tra rialzisti e ribassisti sull’oro verrà risolto?

汇通财经汇通财经2026/10/07 00:59
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Per:汇通财经

汇通网7 ottobre—— L’oro spot è salito leggermente ieri, sostenuto dalla domanda di beni rifugio causata dalla volatilità dei titoli di Stato francesi e dalle preoccupazioni sui Treasury americani. Al contempo, il rendimento del decennale USA è sceso dal massimo degli ultimi 24 anni e il dollaro si è indebolito dal massimo annuale, offrendo un doppio sostegno al prezzo dell’oro.



Mercoledì 7 ottobre all’apertura dei mercati asiatici, l’oro spot si aggirava intorno ai 4170 dollari per oncia; martedì il prezzo dell’oro è cresciuto dello 0,57% grazie alla pausa nei rialzi dei rendimenti USA e all’indebolimento del dollaro. Alla chiusura della sessione di New York di martedì, l’oro spot ha guadagnato lo 0,57% a 4163,78 dollari/oncia e i futures USA con scadenza dicembre sono saliti dello 0,7% a 4187,10 dollari/oncia. Dopo essere salito lunedì al livello più alto da oltre 20 anni, il rendimento dei Treasury decennali è leggermente sceso; il dollaro si è indebolito dal massimo annuale, rendendo l’oro, quotato in dollari, più conveniente per gli investitori che detengono altre valute.

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Domanda di beni rifugio di ritorno: volatilità dei titoli francesi e preoccupazioni sui Treasury spingono l’oro al rialzo


Il motore principale della salita dell’oro martedì è stato il ritorno della domanda di beni rifugio. Jim Wyckoff, analista di mercato presso American Gold Exchange, ha dichiarato: “A causa della volatilità del mercato obbligazionario francese e delle crescenti preoccupazioni sui Treasury USA, abbiamo assistito a una ripresa della domanda di rifugio sull’oro.” In alcune zone dell’Eurozona, in particolare in Francia, l’aumento del debito pubblico e il persistere del deficit di bilancio rendono ancora nervosi gli investitori, spingendo verso l’alto i rendimenti delle obbligazioni sovrane.

Questa logica di rifugio si contrappone a quella della scorsa settimana — allora lo shock fiscale francese aveva spinto in alto i rendimenti USA, sostenuto il dollaro e compresso l’oro; ora le preoccupazioni legate alla volatilità dei titoli francesi si stanno trasformando in domanda di rifugio sull’oro e la pausa nel rialzo dei rendimenti USA offre un doppio sostegno al prezzo dell’oro.

Calano dollaro e rendimenti: l’oro trova respiro


Il calo di dollaro e rendimenti è stato il fattore diretto della ripresa del prezzo dell’oro. Dopo aver toccato il massimo da oltre 20 anni lunedì, il rendimento del Treasury decennale è poi lievemente sceso: decennale -4,2 punti base a 5,269%, trentennale -2,2 pb a 5,642%, biennale -4,4 pb a 4,789%. L’indebolimento del dollaro dal massimo annuale rende l’oro in dollari più accessibile agli acquirenti esteri.

Will Compernolle, stratega macro di FHN Financial, fa notare che i trader si stanno fermando per attendere il prossimo catalizzatore importante, che potrebbe essere l’indice PPI o il CPI. I rendimenti sono già su livelli elevati — prima di ulteriori crescite, serviranno motivazioni più convincenti per spingere ancora in basso i prezzi dei Treasury.

Per l’oro ciò significa che: se i rendimenti restano elevati ma si mantengono stabili, la pressione sul metallo si attenua e lo spazio per il rimbalzo si allarga.

Buona asta dei Treasury: la domanda resta solida anche se permangono timori


L’asta solida dei Treasury triennali di martedì ha rinforzato lo slancio dei titoli di Stato USA. L’asta ha trovato una domanda decente, con un rendimento aggiudicato del 4,932%, inferiore a quello del mercato secondario al momento dell’asta. Gli offerenti diretti hanno ricevuto il 31,7% dell’allocazione, il dato più alto da febbraio. Tuttavia, l’indice di copertura è risultato leggermente debole a 2,62 volte, rispetto alla media delle ultime sei aste di 2,65. La combinazione indica che la domanda a breve resta buona, ma la cautela degli investitori permane.

Olivier d’Assier, direttore senior della ricerca sulle decisioni d’investimento di SimCorp, sottolinea che anche se il mercato obbligazionario è stato venduto di recente, è ancora presto per essere ottimisti sui Treasury.

Osserva che una crisi è in corso, ma nessuno ha proposto soluzioni credibili finora, e la maggior parte dei governi nemmeno finge più di voler raggiungere l’equilibrio di bilancio. L’implicazione per l’oro è che le preoccupazioni sulla sostenibilità fiscale resteranno, fornendo un sostegno di rifugio a medio-lungo termine.

Attese sui tassi: probabilità di rialzo in ottobre al 22%, a dicembre ancora all’84%


Le aspettative sui rialzi della Fed appaiono ora nettamente divise. Dopo che la crescita dei posti di lavoro a settembre negli USA è risultata inferiore alle attese, i mercati hanno ridotto le scommesse su un rialzo già in questo mese.

Secondo lo strumento FedWatch del CME, i trader ora assegnano solo il 22% di probabilità a un rialzo della Fed questo mese, ma ancora l’84% a dicembre. Questa divergenza ha effetti complessi sull’oro: la minor probabilità di rialzo in ottobre sostiene le quotazioni, mentre la probabilità ancora alta per dicembre implica che il quadro di politica monetaria resta orientato alla stretta.

Il verbale del FOMC di settembre sarà pubblicato nella notte tra mercoledì e giovedì (ora Asia orientale) e potrebbe aiutare a chiarire le prossime mosse della politica monetaria. Un verbale dovish potrebbe confermare un repricing accomodante dei mercati a sostegno dell’oro; una lettura hawkish potrebbe invece riaccendere le attese di rialzo e deprimere i prezzi.

Pareri istituzionali: TD Securities prevede oro sopra 5000 dollari nel 2027


Anche se ci sono ostacoli nel breve termine, le prospettive a lungo restano positive secondo le istituzioni.

In un rapporto, gli analisti di TD Securities affermano che il persistente acquisto da parte degli ETF e la domanda degli investitori autonomi continuano a sostenere l’oro. La banca mantiene la sua previsione originaria: il prezzo dell’oro supererà i 5000 dollari per oncia entro il 2027.

Questa previsione si fonda sulla dinamica a lungo termine del persistente acquisto da parte degli ETF e della domanda degli investitori autonomi, in contrasto con il contesto di pressione di breve periodo.

Inoltre, la resilienza dell’export di petrolio dal Medio Oriente e il rilascio straordinario delle riserve da parte del G7 hanno alleviato le preoccupazioni sull’offerta, spingendo verso il basso i prezzi del petrolio e, in parte, anche le aspettative d’inflazione, con effetti indiretti ma complessi sull’oro.

In sintesi


L’attuale rialzo dell’oro è guidato principalmente dal ritorno della domanda di beni rifugio e dal calo di dollaro e rendimenti USA. La volatilità dei titoli francesi e le preoccupazioni sui Treasury favoriscono i flussi verso l’oro, mentre il rendimento decennale americano, sceso dal massimo su 24 anni, e la debolezza del dollaro offrono attualmente un doppio sostegno. L’asta dei Treasury triennali mostra domanda sana ma una copertura in leggero calo, segno della cautela degli investitori. Il mercato prezza con una probabilità del 22% il rialzo a ottobre e dell’84% a dicembre; il verbale del FOMC di settembre sarà il catalizzatore chiave per la direzione di breve termine.

TD Securities resta positiva, prevedendo che il prezzo dell’oro supererà i 5000 dollari nel 2027. Nel contesto di deprezzamento di dollaro e rendimenti elevati e del ritorno della domanda di rifugio, l’oro trova respiro a breve, anche se la forte aspettativa di rialzo a dicembre potrebbe limitare il rimbalzo attorno a quota 4200 dollari. Il verbale del FOMC e i prossimi dati sull’inflazione saranno i fattori decisivi per la breve direzione dell’oro.

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(Grafico giornaliero dell’oro spot, fonte: YiHuitong)

Ora Pechino (GMT+8) 7:53, l’oro spot è quotato a 4166,87 dollari per oncia.

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