Analisi delle posizioni CFTC: i ribassisti sui titoli di Stato USA aumentano notevolmente le posizioni, i rialzisti sul petrolio si raffreddano, metalli preziosi e rame ritracciano simultaneamente, il sentiment di mercato cambia silenziosamente
Notizie Huixun, 10 ottobre—— L'ultimo rapporto della CFTC mostra che, nella settimana terminata il 6 ottobre, le posizioni corte speculative sui titoli di Stato USA a breve termine hanno registrato un aumento significativo, con il netto delle posizioni corte sui futures a 2 anni e 5 anni che sono salite rispettivamente a 852.900 e 1.163.500 contratti, mentre quelle sulle scadenze lunghe si sono ridotte. Le posizioni nette lunghe sul WTI sono diminuite di quasi 20.000 contratti, mentre quelle corte sul gas naturale sono aumentate fino a 111.800 contratti. Sul mercato valutario, euro, sterlina e franco svizzero restano in posizione corta, mentre lo yen è passato a posizione lunga netta. Manager di fondi su indici azionari hanno incrementato leggermente le proprie posizioni lunghe, mentre gli speculatori hanno aumentato quelle corte. Oro, argento e rame hanno visto una simultanea contrazione delle posizioni lunghe speculative. Nel complesso si delinea un quadro improntato alla cautela sui tassi di breve termine e alla prudenza sugli asset rischiosi.
La Commodity Futures Trading Commission degli Stati Uniti ha pubblicato venerdì (9 ottobre) il rapporto sulle posizioni detenute nella settimana terminata il 6 ottobre, che rivela i più recenti spostamenti dei capitali speculativi su tassi d’interesse, energia, valute, indici azionari e mercati dei metalli. Nel complesso, il mercato obbligazionario mostra una chiara divergenza: forti incrementi delle posizioni corte sulle scadenze brevi e medie dei futures sui Treasury, mentre le posizioni corte sulle scadenze più lunghe si riducono; nel mercato energetico calano le posizioni lunghe sul WTI, mentre aumentano quelle corte sul gas naturale; sul mercato valutario, euro, sterlina e franco svizzero rimangono in posizione netta corta, mentre lo yen mantiene una posizione lunga netta; nel mercato azionario statunitense vi è una divergenza tra la direzione assunta dai gestori di fondi e dagli speculatori; le posizioni lunghe su metalli preziosi e rame si sono simultaneamente contratte.
1. Futures sui titoli di Stato: rafforzamento delle posizioni corte a breve e medio termine; ricopertura sulle lunghe scadenze
Nel comparto dei futures sui titoli di Stato, il capitale speculativo non ha trovato una direzione univoca. Le posizioni nette corte degli speculatori sui futures CBOT a 2 anni sui Treasury americani sono aumentate di 60.880 contratti, raggiungendo 852.904 contratti, segno che le prospettive sui tassi di breve rimangono negativi per parte degli operatori. Le posizioni nette corte sugli stessi futures a 5 anni sono incrementate di 167.830 contratti, arrivando a 1.163.531 contratti, risultando questa la crescita più forte di tutto il comparto obbligazionario nella fase attuale.
Contestualmente, le posizioni nette corte degli speculatori sui futures CBOT a 10 anni si sono ridotte di 4.134 contratti, scendendo a 896.481, mentre quelle sui futures CBOT a durata ultralunga sono diminuite di 50.097 contratti, fino a 276.339; le posizioni nette corte sui futures CBOT a scadenza lunga sono state ridotte di 67.063 contratti, attestandosi a 119.812. In sintesi, i futures sulle scadenze brevi e medie dei Treasury mantengono pressione da parte dei ribassisti, mentre sulle scadenze lunghe e ultralunghe si registrano segnali di ricopertura.
2. Mercato energetico: riduzione delle posizioni lunghe su WTI, rafforzamento delle corte sul gas naturale
Nel mercato energetico, divergenza tra petrolio e gas naturale. Le posizioni nette lunghe degli speculatori sul WTI sono diminuite di 19.516 contratti, scendendo a 111.635, segnale di un raffreddamento dell’ottimismo rialzista sul petrolio. Per quanto riguarda il gas naturale, i quattro principali mercati NYMEX e ICE hanno visto le posizioni nette corte degli speculatori aumentare di 30.679 contratti, fino a 111.835, rafforzando ulteriormente la pressione ribassista. Nel complesso, il sentiment nel comparto energia è disomogeneo, con una riduzione delle posizioni lunghe sul greggio e una marcata pressione ribassista sul gas naturale.
3. Mercato valutario: euro, sterlina e franco svizzero in posizione corta, yen in posizione lunga
Il mercato valutario conferma lo scenario divergente. Le posizioni nette corte sul franco svizzero ammontano a 23.740 contratti, quelle sulla sterlina a 97.611 contratti, mentre sull’euro sono pari a 99.332 contratti: tutte in posizione netta corta, con euro e sterlina che spiccano per l'entità delle posizioni ribassiste.
Di segno opposto, invece, le posizioni nette lunghe sullo yen, pari a 62.325 contratti, che lo rendono una delle poche valute principali ancora guardate con favore dagli speculatori. Questi dati evidenziano che, nella settimana terminata il 6 ottobre, fra le valute non-dollar centriche lo yen appare la più supportata in posizione lunga netta.
4. Futures sugli indici azionari: gestori di fondi più lunghi, speculatori più corti
Nell’area dei futures sugli indici azionari, i gestori di fondi CME su S&P 500 hanno aumentato le posizioni nette lunghe di 3.101 contratti, arrivando a 904.356, segno che il comparto dei fondi istituzionali mantiene comunque una posizione long importante. Al contrario, gli speculatori sullo stesso strumento hanno aumentato le posizioni nette corte di 41.003 contratti, portandole a 396.700. L’opposizione tra gestori di fondi e speculatori sottolinea come il divario tra asset allocation istituzionale e attività speculativa si stia ampliando.
5. Metalli preziosi e rame: simultanea riduzione dei long, calo marcato sul rame
Sul mercato dei metalli, le posizioni nette lunghe degli speculatori sull’oro COMEX sono diminuite di 9.599 contratti, scendendo a 114.820; quelle sull’argento di 129, a 7.608; mentre sul rame tale calo è stato pari a 17.244 contratti, attestandosi a 61.465. Sulle tre commodity le posizioni nette lunghe risultano in diminuzione, con il rame che segna la flessione più evidente, indicando una significativa perdita di ottimismo per i metalli industriali.
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